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          Materiale di riferimento, per insegnanti e genitori, sulle problematiche relative ai Disturbi Specifici di Apprendimento (D.S.A.)

            

 

 

  Dsa…mettiamoci tutti le

MANI

Piccola guida per genitori

utile a conoscere

I DISTURBI SPECIFICI DELL’APPRENDIMENTO

 

Circolo Didattico di Vinci

a cura di Marilena De Felice ( docente Scuola Primaria )

......si possono, si devono salvare dal "coma scolastico"

 quei ragazzi che cadono tramortiti

come povere rondini contro la barriera

della lettura e della scrittura

                                 Daniel Pennac "Diario di scuola “

 

Cari genitori,

prima di lasciarvi alla lettura di questa piccola guida informativa, noi insegnanti del Circolo Didattico di Vinci vogliamo illustrarvi  la motivazione che ci ha spinti ad elaborarla.

Con sempre maggiore frequenza nelle scuole italiane di ogni ordine e grado si riscontra la presenza di bambini e ragazzi che presentano un Disturbo Specifico dell’Apprendimento. 

Questo opuscolo è nato con lo spirito di condividere le informazioni con voi,  genitori più esperti, e con chi affronta per la prima volta il problema dei DSA.

Esso vuole essere un “ ponte immaginario “ tra la scuola e la famiglia.

Il titolo della guida “ DSA…METTIAMOCI TUTTI LE MANI “ è significativo per capire che tutti noi, insegnanti e genitori, dobbiamo lavorare in sinergia, collaborare e sostenerci; ognuno di noi deve lasciare con la propria mano un’impronta nel cammino scolastico e di vita dei nostri ragazzi.

 

Una bella scommessa, insomma!

 

                                                                  BUONA LETTURA

 

 

 

INDICE

 

DSA: CHE COSA SONO……………………………………………………………….……..  pag. 1

I CAMPANELLI D’ALLARME …………………………………………………….……..   pag. 2

ARRIVARE ALLA DIAGNOSI …………………………………………………………...   pag. 7

LA CONSEGNA DELLA DIAGNOSI ALLA SCUOLA……………………………..    pag. 9

COLLABORAZIONE TRA SCUOLA, FAMIGLIA E SANITA’…………………..    pag. 9

COSA FA LA SCUOLA……………………………………………………………………….   pag.10

LE SCELTE PEDAGOGICHE E DIDATTICHE  DEL NOSTRO CIRCOLO …   pag. 18

NORMATIVA DFI RIFERIMENTO…………………………………………………….    pag. 21

PER SAPERNE DI PIU’ POSSO LEGGERE…………………………………………...   pag. 22

E PER CONCLUDERE ………………………………………………………………………   pag. 24

 

 

 

DSA: CHE COSA SONO?

Vengono definiti DSA (Disturbi Specifici dell’Apprendimento), le difficoltà scolastiche che si manifestano in bambini e ragazzi normali.

 

I DISTURBI SPECIFICI DELL’ APPRENDIMENTO SONO: LA DISLESSIA, LA DISGRAFIA, LA DISORTOGRAFIA E LA DISCALCULIA

 

La dislessia è la difficoltà nella lettura.

La disgrafia è la difficoltà nella scrittura a livello grafico.

La disortografia è la difficoltà nella scrittura che riguarda l’ortografia.

La discalculia è la difficoltà nel calcolo o della scrittura e lettura dei numeri.

 

Quasi sempre queste difficoltà si manifestano contemporaneamente nel bambino e/o si associano a difficoltà del linguaggio, della coordinazione motoria, difficoltà dell’attenzione e concentrazione o a malesseri emotivi

I CAMPANELLI D’ALLARME

Un bambino con Disturbi Specifici dell’Apprendimento potrebbe presentare uno o più di questi segnali.  

Segnali prescolari

·         Ritardo del linguaggio;

·         Problemi di pronuncia (ad esempio “cimena” anziché “cinema” );

·         Costruzione di frase con l’utilizzo limitato di vocaboli per l’età;

·         Difficoltà ad imparare l'alfabeto, i giorni della settimana, il nome delle dita delle mani;

·         Confusione tra destra e sinistra o fra le varie fasi della giornata mattina/sera;

·         Ritardo nell'acquisizione di abilità motorie fini come allacciarsi le scarpe o usare le forbici, abbottonarsi, ecc.

·         E’ facilmente distraibile e soggetto ad agitazione motoria (non riesce a stare fermo).

  Segnali nel periodo della scuola elementare

·         Lettura lenta e scorretta rispetto all’età;

·         Lettere o numeri scritti alla rovescia;

·         Fatica nel ricordare le sequenze (tabelline/alfabeto/mesi dell’anno);

·         Difficoltà nell’utilizzo di un linguaggio specifico;

·         Scrittura poco chiara e con frequenti errori di vario genere;

·         Scrittura di lettere e numeri illeggibili;

·         Frequenti e ripetuti errori di ortografia come accenti, utilizzo scorretto dell’ h o della q errori nell’utilizzo delle doppie;

·         Difficoltà nei calcoli a mente anche per semplici quesiti e si aiuta spesso con le dita;

·         Difficoltà a mantenere l’attenzione e la concentrazione;

·         La comprensione del testo spesso non è adeguata per età;

·         Difficoltà nell’allacciarsi le scarpe, annodare, vestirsi, abbottonarsi;

·         Difficoltà nell’imparare a leggere l’orologio;

·         Difficoltà nell’indicare destra o sinistra in modo automatico, mattina o pomeriggio, etc.

·         Molto intelligente e intuitivo;

·         Difficoltà nell’orientarsi;

·         Molto creativo.

 

Le ripercussioni psicologiche …..

Il bambino con DSA è il primo a capire che c’è qualcosa che non va, è consapevole che è “ indietro” rispetto ai compagni di classe perché è lui che trascina il peso delle fatiche ….

…. E poi a  scuola si scrive, si legge e si fanno calcoli,  sempre,  in ogni materia e lo zaino che contiene libri e quaderni che gli servono ad apprendere, diventa il contenitore delle sue difficoltà.

 Lo zaino però non si lascia a scuola, si porta  a casa per fare i compiti oppure per mostrare il lavoro svolto ai genitori che per l’ennesima volta, guardando i quaderni,  esortano il bambino dicendo “stai più attento!”; ”impegnati di più!”;  “hai bisogno di esercitarti molto!”, “ mi aspettavo molto di più da te!! “.

 

 

 

 
                                                                                               Questi genitori, però, sanno che il loro figlio è molto intelligente, lo confermano anche le insegnanti, ma non riesce a leggere bene, scrive male, con tanti errori e pasticcia con le operazioni e i problemi…

                                                                                                                 In   Il bambino, allora, vive una serie di insuccessi a catena e spesso se ne sente anche responsabile. Ciò provoca una grossa  frustrazione e continui sensi di colpa perché si sente incapace a soddisfare le aspettative dei genitori. Spesso, trova poca soddisfazione anche nelle attività extrascolastiche e non si sente pienamente autonomo neanche nella attività quotidiane.

 

Ne consegue, che questa situazione di negatività emotiva nel tempo origina una demotivazione all’apprendimento e un disagio psicologico che si manifesta con aggressività, atteggiamenti di disturbo, fino alla depressione.

A scuola, allora, il bambino si esprime con disimpegno ( “Non scrivo perché non ne ho voglia!” ; “Non eseguo il compito perché non mi interessa e poi non sono affatto bravo in questo”…), con forte inibizione e senso di inferiorità o con aggressività diventando spesso elemento di disturbo alla classe.

 

 

 

 

 

Gli insegnanti segnalano le difficolta’ scolastiche del bambino, ma i genitori pensano che….

…deve ancora maturare …me lo ha detto anche…

..non so cosa fare.. mio figlio. è sempre così triste!!!!

Ma no.. è solo pigro !

In effetti la  lettura non è il suo forte...e quanti errori fa quando scrive…ma penso che esercitandosi…

 

 

 

… la famiglia come dovrebbe affrontare la situazione?

·          considerare i sospetti dichiarati dalla scuola come una preziosa opportunità per cercare di capire meglio le difficoltà del bambino;

·          capire che gli insegnanti hanno esperienza ed è un loro dovere individuare gli alunni che non stanno seguendo le tappe dell’apprendimento previste;

·          non ci si deve vergognare perché i Disturbi Specifici dell’Apprendimento sono abbastanza comuni e soprattutto non sono una malattia;

·          avere un DSA vuol dire possedere un cervello che elabora in maniera diversa da quello degli altri; questa caratteristica non impedisce di affermarsi poi nella vita.

 

 

…E poi?

·                            è necessario informarsi sulla problematica legate ai DSA ( vedi bibliografia proposta ) e su tutto ciò che è necessario fare per aiutare il bambino;

·                            confrontarsi con gli insegnanti sui problemi riscontrati a casa e a scuola;

·                            osservare  il  proprio bambino con più attenzione;

·                            prendere coscienza del disturbo senza drammatizzare o andare in panico.

 

 

 

 

Non possiamo e non dobbiamo far finta che tutta vada bene per il bambino. … è importante conoscere il motivo delle sue difficoltà scolastiche per aiutarlo e  sostenerlo psicologicamente…ne avrà tanto bisogno perché

DSA significa

Disturbo                                                                                                   Distratto

Specifico                                                          E NON                             Svogliato  e

dell’ Apprendimento                                                                           Asino

 

 

ARRIVARE ALLA DIAGNOSI

Gli insegnanti si trovano in una situazione privilegiata per informare la famiglia delle persistenti difficoltà scolastiche dell’alunno e suggerire di procedere ad un approfondimento diagnostico.

 

                                                                                     

Ma qual è il percorso per arrivare ad una diagnosi di DSA?

·        la diagnosi può essere effettuata nell’ambito dei trattamenti specialistici erogati dal Servizio Sanitario Nazionale oppure da specialisti o strutture accreditate ( art. 3 della Legge 170/2010 ), purchè firmata da un neuropsichiatra infantile o da uno psicologo;

·        è fondamentale cercare  professionisti o centri specializzati in DSA;

·        solitamente fin dall’inizio della classe prima della scuola primaria ( spesso anche prima dell’entrata alla scuola primaria ) emergono certe difficoltà. In questo caso il professionista specializzato in DSA potrebbe fare delle ipotesi iniziali delle difficoltà di apprendimento del bambino ed impostare di conseguenza un lavoro si stimolazione mirato;

·        la diagnosi di dislessia  può essere formulata con certezza a partire dalla fine della seconda classe della scuola Primaria, quando il bambino ha superato il periodo di insegnamento della letto – scrittura e non ha raggiunto le prestazioni scolastiche attese per l’età e classe frequentata. La diagnosi di discalculia, invece,  si fa a partire dalla classe terza;

·        la diagnosi di DSA, è l’unico documento valido affinchè la scuola adotti adeguati accorgimenti previsti  dal Decreto Ministeriale del 12 Luglio 2011 sui DSA relativi alla predisposizione del Piano Didattico Personalizzato;

·        è consigliabile effettuare, pur non essendo obbligatorio in quanto le diagnosi non hanno scadenza, una valutazione clinica dell’evoluzione del disturbo ad ogni cambio del ciclo scolastico.

 

 

Un’accurata diagnosi  descrive il tipo di disturbo specifico  e le difficoltà collegate,

Documenta i punti di forza  e le  aree di carenza.

 

essa comprende anche raccomandazioni, suggerimenti  ed indicazioni per la famiglia e la scuola

                                                                                                                                    

 

LA CONSEGNA DELLA DIAGNOSI ALLA SCUOLA

·        La diagnosi deve essere consegnata dalla famiglia alla scuola e fatta protocollare di cui all’art. 3 della Legge 170/2010;

·        Ad essa occorre allegare una lettera di accompagnamento che attesta così ufficialmente che la scuola ha ricevuto la documentazione. In essa la famiglia  chiede l’adozione degli accorgimenti previsti dalla normativa e autorizza il team degli insegnanti e tutti i docenti che entreranno in futuro a farne parte a visionare la diagnosi e prendere contatti con il diagnosta e gli operatori che seguono l’alunno;

·        È opportuno anche chiedere  un colloquio con il Dirigente Scolastico o con il referente per i DSA.

·         

  INSEGNANTE DI SOSTEGNO SI O NO?

La legislazione attuale non prevede, per i bambini con DSA, l’aiuto di  un insegnante di sostegno

In base alla legge 170 dello 08 - 10 - 2010, in presenza di diagnosi di DSA, la scuola è tenuta a formulare un piano didattico personalizzato

 

 

COLLABORAZIONE TRA SCUOLA, FAMIGLIA E SANITA’

La scuola, la famiglia e il settore sanitario, devono costruire rapporti di reciproca collaborazione, nel rispetto delle diverse competenze e dei ruoli, con lo scopo di giungere alla definizione e all’attuazione di un piano didattico personalizzato effettivamente tarato sulle specifiche difficoltà di ciascun alunno con DSA.  Durante il percorso formativo dell’alunno, risulta importante incrementare tra essi la comunicazione per conoscere meglio il bambino e per costruire insieme una sorta di profilo di sviluppo dell’alunno.

 

COSA FARE A SCUOLA?

 

1)     Protocollo d’accoglienza

SI TRATTA DI UNA SERIE DI AZIONI CHE LA SCUOLA  ( Dirigente Scolastico, Referente di Istituto per i DSA e insegnanti ) SI IMPEGNA A METTERE IN ATTO PER ASSICURARE ALL’ALUNNO CON DSA GLI STRUMENTI ADEGUATI PER CONSEGUIRE IL SUCCESSO FORMATIVO.

 

Il Dirigente Scolastico:

·   attiva interventi di prevenzione per i DSA;

·   trasmette alla famiglia eventuale comunicazione;

  riceve la diagnosi consegnata dalla famiglia, , la acquisisce al protocollo,  la fa inserire nel fascicolo personale dell’alunno e la condivide con il gruppo docente;

  istituisce un’anagrafe scolastica contenente tutti i dati del percorso scolastico dell’alunno

che risulterà utile al momento dell’iscrizione o passaggio ad altra scuola. In questo modo la scuola di provenienza comunica la presenza del disturbo tramite la diagnosi e  il Piano Didattico Personalizzato;

·      promuove attività di formazione/aggiornamento per il conseguimento di competenze specifiche diffuse;

·      promuove e valorizza progetti relativi ai DSA;

·      promuove l’intensificazione dei rapporti tra i docenti e le famiglie di alunni con DSA;

·      tiene presente i casi di DSA per la formazione delle classi, per creare classi omogenee

     tra loro ed eterogenee al loro interno;

·      può avvalersi della collaborazione di un docente Referente per i DSA con compiti di informazione, consulenza e coordinamento.

 

 

Il Referente di Istituto per i casi di DSA:

·        fornisce informazioni circa le disposizioni normative vigenti;

·        fornisce indicazioni di base su strumenti compensativi e misure dispensative al fine di realizzare un intervento didattico il più possibile adeguato e personalizzato;

·        collabora, ove richiesto, alla elaborazione di strategie volte al superamento dei problemi;

·        nella classe con alunni con DSA, offre supporto ai colleghi riguardo a specifici materiali didattici e di valutazione;

·        cura la dotazione bibliografica e di sussidi all’interno dell’Istituto;

·        diffonde e pubblicizza le iniziative di formazione specifica o di aggiornamento;

·        fornisce informazioni riguardo alle Associazioni/Enti/Istituzioni/Università ai quali poter fare riferimento per le tematiche in oggetto;

·        fornisce informazioni riguardo a siti o piattaforme on line per la condivisione di buone

·        pratiche in tema di DSA;

·        funge da mediatore tra colleghi, famiglie, operatori dei servizi sanitari ed agenzie formative accreditate nel territorio;

·        informa eventuali supplenti in servizio nelle classi con alunni con DSA.

 

 

Gli Insegnanti:

·        durante le prime fasi degli apprendimenti scolastici degli alunni curano con attenzione l’acquisizione dei prerequisiti fondamentali delle prime abilità relative alla scrittura, alla lettura e al calcolo, ponendo contestualmente attenzione ai segnali di rischio in un’ottica di prevenzione ed ai fini di una segnalazione;

·        mettono in atto strategie di recupero;

·        segnalano alla famiglia la persistenza delle difficoltà nonostante gli interventi di recupero effettuati;

·        prendono visione della diagnosi;

·        procedono, in collaborazione dei colleghi della classe, alla stesura della documentazione dei percorsi didattici individualizzati e personalizzati previsti;

·        attuano strategie educativo-didattiche di potenziamento e di aiuto compensativo;

·        adottano misure dispensative;

·        attuano modalità di verifica e valutazione adeguate e coerenti;

·        realizzano incontri di continuità con i colleghi del precedente e successivo ordine o grado di scuola al fine di condividere i percorsi educativi e didattici effettuati dagli alunni, in particolare quelli con DSA, e per non disperdere il lavoro svolto;

      creano nella propria  classe un buon clima relazionale, sostenendo l’autostima e la motivazione di tutti gli alunni, in particolare dei quelli che presentano delle difficoltà specifiche;

·       si informano e si aggiornano sulle tematiche dei D.S.A.

 

 

…e la famiglia come si affianca alla scuola?

·      Provvede a far valutare l’alunno secondo le modalità previste dall’art. 3 della Legge 170/ 2010;

·      consegna la diagnosi alla scuola;

·      condivide le linee elaborate nella documentazione dei Percorsi Didattici Personalizzati;

·      sostiene la motivazione e l’impegno dell’alunno nel lavoro scolastico e domestico;

·      verifica regolarmente lo svolgimento dei compiti assegnati;

·      verifica che vengano portati a scuola i materiali richiesti;

·      incoraggia l’acquisizione di una maggiore autonomia nella gestione dei tempi di studio, dell’impegno scolastico e delle relazioni con i docenti;

 

 

 

2) Le strategie didattiche

È necessario ribadire che un alunno con delle specifiche difficoltà, apprende come tutti i compagni…lo fa solo in maniera diversa. 

Pertanto, per consentire a questi alunni di raggiungere gli obiettivi di apprendimento, gli insegnanti devono ricorrere a una didattica personalizzata che include strategie di insegnamento adeguate ai loro bisogni educativi specifici e metodologie didattiche adeguate privilegiando canali di apprendimento alternativi come il canale visivo, il linguaggio iconico ( l’uso di immagini ). L’insegnante potrebbe allora proporre la visione di filmati, l’ascolto dei testi (al posto della lettura) o l’utilizzo delle schematizzazioni ( mappe concettuali) nello studio orale.

La didattica adatta agli alunni con DSA è funzionale per tutti gli alunni.

È  importante offrire a l’opportunità di compensare le difficoltà per mezzo di strumenti compensativi, dispensativi e compensativi informatici.

Lo strumento compensativo non rappresenta e non deve essere visto come una facilitazione, piuttosto rappresenta il mezzo per compensare la difficoltà determinata dal disturbo e consentire il dispiegarsi pieno delle altre abilità. E’ importante sottolineare che gli strumenti compensativi cambiano in base al soggetto e alla classe frequentata.

 

3) Strumenti compensativi e le misure dispensative

La legge n. 170/2010 enuncia “ La scuola ha l’obbligo di garantire l’introduzione di strumenti compensativi, compresi i mezzi di apprendimento alternativi e le tecnologie informatiche, nonché misure dispensative da alcune prestazioni non essenziali ai fini della qualità dei concetti da apprendere». È necessario precisare tuttavia che l’insegnante può sentirsi direttamente coinvolto nella loro ideazione e creazione perché sa individuare i  percorsi di apprendimento più idonei ai propri alunni.

 

Gli strumenti compensativi

Le misure compensative prevedono che l’alunno con DSA possa avvalersi di strumenti in grado di compensare le sue difficoltà. Le principali misure compensative per la scuola primaria includono:

·      tabella delle stagioni, dei mesi e dei giorni della settimana;

·      tabella dell’alfabeto nei vari caratteri;

·      tavola pitagorica ;

·      tabella delle misure;

·      tabelle delle formule matematiche;

·      calcolatrice;

·      tabelle della memoria;

·      grafici, schemi, mappe concettuali e mentali di ogni tipo;

·      computer con programmi di videoscrittura, con correttore ortografico e/o sintesi vocale;

·      strumenti tecnologici di facilitazione nella fase si studio.

 

Le misure dispensative

Le misure dispensative sono invece degli interventi che consentono all’alunno di non

svolgere alcune svolgere alcune tipologie di compito prestazioni che, a causa delle sue difficoltà, risultano particolarmente difficoltose e che non migliorano l’apprendimento .

Le principali misure dispensative comprendono:

·        la dispensa dalla lettura ad alta voce, dalla scrittura veloce sotto dettatura,  dallo studio mnemonico;

·        privilegiare verifiche orali piuttosto che scritte, tenendo conto anche delle abilità dell’alunno;

·        la concessione di tempi più lunghi o riduzione del numero di esercizi nelle prove scritte e per lo studio a casa;

·        la valutazione delle prove scritte con modalità che tengano conto del contenuto e non della forma;

·        la dispensa, ove è necessario, dallo studio della lingua straniera  in forma scritta;

·        il ricorso alle verifiche orali in tutte le materie tradizionalmente orali;

·        l’organizzazione di interrogazioni programmate.

 

 

4) Informatica e DSA

L’informatica è un’ importante risorsa per favorire l’autonomia nello studio. In commercio o disponibili gratuitamente per il download esistono numerosi programmi informatici specifici per gli alunni con D.S.A. (e non solo ).

 

 

Per la lettura:

·        il libro digitale (E-Book),  il cui testo è letto da una sintesi vocale istallata sul PC. Il testo letto dalla sintesi appare evidenziato, permettendo quindi di ascoltare  e di seguire anche “ con gli occhi ” il testo evidenziato che scorre;

·        i  libri scolastici digitali che vengono “letti” con le stesse modalità degli E- Book;

·        l’ audiolibro o libroparlato che è un libro digitale il cui testo è letto da un lettore digitale inserendo semplicemente un CD-ROM.

 

 

Per la scrittura:

·        scrittura al pc con programmi di correzione ortografica; 

·         programmi (anche gratuiti) per la velocizzazione della battitura al computer.

 

 

Per lo studio:

·        programmi per la creazione di mappe concettuali, schemi, tabelle figurate come ausilio allo studio e alla ripetizione;

·        dizionari digitali per la lingua italiana.

 

 

 

 

 

5)          Il piano didattico personalizzato

 

 

ü                 Che cos’è il P.D.P ?

Il Piano Didattico Personalizzato è il documento dei percorsi didattici pensato e applicabile per ciascun alunno con DSA. È un atto dovuto dalla scuola (D.M. 12 luglio 2011) ed è uno strumento utile alla continuità didattica e alla condivisione con la famiglia delle iniziative intraprese.

 

ü                 Chi lo redige?

Il P.D.P. viene elaborato dal team degli insegnanti una volta acquisita la diagnosi di DSA.

 La redazione del documento prevede una fase preparatoria d’incontro e di dialogo tra docenti,  famiglia e settore sanitario che hanno diagnosticato il DSA o che seguono il

bambino nel percorso terapeutico. Deve essere sottoscritto dagli insegnanti e dai genitori a cui viene consegnata una copia.

 

 

ü                 Quando viene redatto?

Il Piano Didattico Personalizzato viene redatto all’inizio dell’anno scolastico, solitamente entro il primo trimestre scolasticoper gli alunni già segnalati, per richiesta della famiglia in possesso della diagnosi.

 

 

ü                 Come  viene redatto?

La redazione deve contenere e sviluppare i seguenti punti:

-         dati anagrafici dell’alunno;

-         tipologia di disturbo;

-         attività didattiche individualizzate;

-         attività didattiche personalizzate;

-         strumenti compensativi utilizzati;

-         misure dispensative adottate;

-         forme di verifica e valutazione personalizzate.

 

 

6)     Le verifiche e la valutazione

 Verifica e modalità da mettere in atto:

In occasione delle verifiche degli apprendimenti, è opportuno che gli insegnanti attuino alcune indicazioni operative:

-       definizione di obiettivi e contenuti specifici

-       verifica  separata di competenze diverse

-       organizzazione di interrogazioni programmate

-       compensazione  di compiti scritti ritenuti non adeguati con prove orali

-       uso di mediatori didattici (calcolatrice, vari ausili, tavole compensative, schemi e      mappe concettuali) durante le prove scritte e orali

-       concedere tempi più lunghi o/e verifiche più brevi.

Durante le prove invalsi gli alunni con DSA possono:

-       avere più tempo per completare la prova

-       utilizzare gli strumenti compensativi

 

 

 

La valutazione

La valutazione deve tener conto delle caratteristiche personali dell’alunno e delle specifiche difficoltà che presenta (DPR N. 122 del 2009 – ART.10 – Regolamento sulla Valutazione). Gli insegnanti, pertanto, devono orientare la valutazione su competenze più ampie e generali (Legge 170 dell’8 ottobre 2010).

 

 

 

LE SCELTE PEDAGOGICHE E DIDATTICHE DEL NOSTRO CIRCOLO

 

Le scuole del nostro Circolo Didattico hanno iniziato da alcuni anni un percorso di riflessione sui Disturbi  Specifici dell’Apprendimento. La nostra attenzione si è focalizzata sulla prevenzione per poter individuare mediante l’osservazione sistematica dei processi di apprendimento la presenza di eventuali situazioni di rischio già a partire dalla scuola dell’infanzia.

Nelle nostre scuole, in linea con la normativa vigente sui DSA e con le scelte pedagogiche e didattiche condivise dal Dirigente Scolastico, dal Referente per i DSA e dagli insegnanti, promuoviamo le seguenti iniziative:

 

Scuola dell’infanzia

 

-  Ai bambini che frequentano l’ultimo anno  viene proposto uno Screening all’inizio dell’anno. Attraverso la somministrazione del questionario osservativo I.P.D.A. (Identificazione Precoce delle Difficoltà da Apprendimento) vengono valutati vari aspetti che si ritengono prerequisiti agli apprendimenti scolastici. Tale strumento è stato ritenuto utile ed efficace da parte degli insegnanti per individuare precocemente eventuali difficoltà.

 

- In base ai risultati emersi dal questionario I.P.D.A., vengono predisposti dei percorsi di potenziamento delle competenze a livello linguistico, simbolico ed operativo per favorire il passaggio alla scuola primaria.

 

- Alla fine dell’anno scolastico lo screening viene riproposto agli stessi alunni per valutare le evoluzioni degli apprendimenti e l’efficacia degli interventi messi in atto.

 

 

Scuola primaria

 

Classi seconde

 

- Agli alunni di tutte le classi seconde del Circolo, all’inizio dell’anno scolastico, viene proposto uno screening (prova di lettura e comprensione MT).

 

- Gli insegnanti esaminano i risultati delle prove e propongono agli alunni in difficoltà percorsi di recupero mirati.

 

- Tali prove vengono riproposte nell’ultima parte dell’anno scolastico. Quando le difficoltà persistono nonostante l’intervento, si informano le famiglie perché si rivolgano agli specialisti sanitari del settore.

 

 

Classe terza

 

-  Per gli alunni delle classi terze sono previste delle attività in piccolo gruppo  mirate al recupero delle difficoltà evidenziate.

 

 

Per gli alunni con Disturbo Specifico dell’Apprendimento, la nostra scuola:

 

-  è impegnata a favorire la loro piena integrazione, monitorando le specifiche difficoltà di ciascuno.

 

-  redige il Piano Didattico Personalizzato per attuare strategie didattiche mirate a garantire il successo formativo, come previsto da circolari ministeriali e normative vigenti.

 

-  predispone strumenti compensativi adeguati e modalità alternative per il lavoro scolastico degli alunni con diagnosi anche attraverso le nuove tecnologie.

 

-  crea una rete  di supporto (referente DSA, insegnanti, famiglie, dirigente) per sostenere il percorso formativo di questi alunni, evitando l’insuccesso scolastico e la perdita di autostima.

 

- si impegna a supportare le famiglie e a rafforzare con loro la comunicazione e l’unitarietà di intenti.

 

Consulenza agli insegnanti

 

Dai vari anni, nel nostro Circolo Didattico è stato attivato uno sportello di consulenza pedagogico-didattica coordinato dalla dottoressa Sandra Matteoli (Pedagogista clinica esperta in problematiche legate agli apprendimenti). Lo sportello di consulenza, rivolto ai docenti della scuola dell’Infanzia e Primaria, nasce come risposta alle numerose domande riguardanti problemi di natura educativa e/o didattica. Lo sportello ha funzione di supporto e sostegno su problematiche didattico-pedagogiche relative a tutti gli alunni e in particolare a quelli con Disturbi dell’Apprendimento.

 

 

NORMATIVA DI RIFERIMENTO

 

·        DPR 275/99 - Regolamento dell’autonomia –Le Istituzioni Scolastiche concretizzano gli obiettivi nazionali in percorsi formativi funzionali alla realizzazione del diritto ad apprendere e alla crescita educativa di tutti gli alunni, riconoscendo e valorizzando le diversità, promuovendo le potenzialità di ciascuno adottando tutte le iniziative utili al raggiungimento del successo formativo “. 

·        Nota MIUR 4099/A4 del 5 ottobre 2004 indirizzata agli Uffici Scolastici Regionali “Iniziative relative alla dislessia”

·        Nota Ministeriale n. 26/A4 del 5 gennaio 2005  “Precisazione sull’utilizzo delle note in tutte le fasi del percorso scolastico, compresi i momenti di valutazione”.

·        Nota MIUR 4798 del 27 luglio 2005  “Coinvolgimento della famiglia”.

·        Nota MIUR 4674 del 10 maggio 2007 “Disturbi di apprendimento – Indicazioni     operative”

·        Decreto Ministeriale del 31 luglio 2007 - Indicazioni per il curricolo per la scuola dell’infanzia e per il primo ciclo dell’istruzione - .

·        Decreto del Presidente della Repubblica n.122/art. 10 del 22 giugno 2009 -Valutazione degli alunni con difficoltà specifica di apprendimento (DSA) - .

·      Manuale per prove INVALSI: “ Per gli alunni con diagnosi specialistica di dislessia è prevista, oltre all’assegnazione di maggior tempo per lo svolgimento della prova, la possibilità di sostenere la prova con l’ausilio di strumenti compensativi impiegati durante l’anno scolastico”

·      Legge n. 170 del 08 ottobre 2010 pdf, 31 kb -  “Nuove norme in materia di disturbi specifici di apprendimento”  

·      Circolare Ministeriale n. 3573 del 26 maggio 2011 “Diagnosi alunni con DSA precedente all’entrata in vigore della Legge 8 ottobre 2010 n.170 “Nuove norme in materia di disturbi specifici di apprendimento in ambito scolastico”

·       Decreto Ministeriale 12 luglio 2011 – Disposizioni attuative della Legge 8 ottobre 2010, Nuove norme in materia di disturbi specifici di apprendimento in ambito scolastico - Linee guida -

 

 

PER SAPERNE DI PIU’ POSSO LEGGERE…….

 

Alvisi G.  “ Volano Sempre Via...”  Editore Industrialzone

Brembati F., Donini R.  Come una Macchia di Cioccolato “ Erickson

Cornoldi C. “ Le difficoltà di apprendimento a scuola “ Il mulino -  Farsi un’idea -

Barbera F. “ Un’insolita compagna: la dislessia “ Editrice Veneta

Gariglio L. “ La storia di Carlotta. Una diagnosi tardiva di dislessia “ Edizioni Biografiche

Grenci R. “ Le Aquile Sono Nate per Volare “ Edizioni la Meridiana, 2004

Levine M. “ A modo loro “ Mondadori

Levine M. “ I bambini non sono pigri “ Mondadori

Matteoli S. “  L’intervento del pedagogista clinico nelle difficoltà di apprendimento” Edizioni Junior

Morello M.  Storie di principesse, capitani e cavalieri “ Edizioni: Erickson LIVE (www.ericksonlive.it)

Pinton A. “ Mio Figlio è Dislessico “ Red Edizioni

Pratelli M. “ Le difficoltà di apprendimento e la dislessia”, Edizioni Junior

Ronald D. Davis  Il Dono della Dislessia “ Editore Armando

Stella G. “ La dislessia “ Il Mulino - Farsi un’idea

Stella G.“ Libro Bianco: Dislessia e diritti negati “ Libri Liberi

Stella M. C.“ Dislessia: Una Mamma Racconta “ Libri Liberi

Filmografia: “ Stelle sulla terra “ (  Taare Zameen Par), 2007,  diretto da Aamir Khan

Canzone :  Don't shoot me (Macchioni-Marchetti)

 

E poi ... libri per bambini che raccontano dei DSA

Inne Van Den Bossche  “ Un Bacio per Bicio “ Almayer Edizioni

Zucca Cristina “ Abracadabra Lucertolina”  Editore Mammeonline,

 

 

 

Siti utili

www.aiditalia.org  - il sito dell’associazione italiana dislessia

 

www.airipa.it - il sito dell’associazione italiana per la psicopatologia dell’apprendimento

 

www.libroaid.it - il sito della biblioteca digitale dell’Associazione Italiana Dislessia

 

http://www.aifa.it/ - Associazione Italiana Famiglie ADHD (Disturbo da Deficit di Attenzione Iperattività)

 

http://www.aidai.org/ - AIDAI - Associazione Italiana Disturbi Attenzione e Iperattività

 

http://www.sinpia.it/ - SINPIA - Società Italiana di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza

 

http://www.libroparlatolins.it - Audiolibri per dislessici

 

 

 

E per concludere…


Claudio Imprudente, giornalista, scrittore e uomo che vive “ positivamente “ la sua disabilità fisica in un suo scritto dal titolo “ La favola del re Trentatrè “ racconta…..

C’era una volta un re che si chiamava Trentatrè.
Un giorno Trentatrè pensò che un re deve essere giusto con tutti.
Chiamò Sberleffo, il buffone di corte: “Io voglio essere un re giusto - disse Trentatrè al suo buffone - così sarò diverso dagli altri e sarò un bravo re”.
“Ottima idea maestà” - rispose Sberleffo con uno sberleffo. Contento dell’approvazione il re lo congedò.
“Nel mio regno - pensò il re - tutti devono essere uguali e trattati allo stesso modo”. In quel momento Trentatrè decise di cominciare a creare l’uguaglianza nel suo palazzo reale.
Prese il canarino dalla gabbia d’argento e gli diede il volo fuori dalla finestra: il canarino ringraziò e sparì felice nel cielo. Soddisfatto della decisione presa, Trentatrè afferrò il pesce rosso nella vasca di cristallo e fece altrettanto, ma il povero pesce cadde nel vuoto e morì.
Il re si meravigliò molto e pensò: “Peggio per lui, forse non amava la giustizia”.
Chiamò il buffone per discutere il fatto. Sberleffo ascoltò il racconto con molto rispetto, poi gli consigliò di cambiare tattica.
Trentatrè, allora, prese le trote dalla fontana del suo giardino e le gettò nel fiume: le trote guizzarono felici.
Poi prese il merlo dalla gabbia d’oro e lo tuffò nel fiume, ma questa volta fu il merlo a rimanere stecchito.
“Stupido merlo - pensò Trentatrè - non amava l’uguaglianza”. E chiamò di nuovo il buffone Sberleffo per chiedergli consiglio.
“Ma insomma! - gridò stizzito il re - come farò a trattare tutti allo stesso modo?”.


“Maestà - disse Sberleffo - per trattare tutti allo stesso modo bisogna, prima di

tutto, riconoscere che ciascuno è diverso dagli altri. La giustizia non è dare a tutti la stessa cosa, ma dare a ciascuno il suo”.

 

 

Parole  “ sagge “ , si direbbe, quelle del povero Sberleffo, buffone di corte! 

Come  i personaggi alla corte del re Trentatrè, anche A SCUOLA OGNI BAMBINO È UNICO E DIVERSO DALL’ ALTRO.

La presenza di un alunno con Disturbi Specifici dell’Apprendimento in un gruppo-classe, è  sempre un valore aggiunto in quanto occasione di approfondimento di metodologie didattiche che risultano essere un vantaggio per tutti.  L’insegnante deve personalizzare l’insegnamento attuando dei percorsi didattici adeguati e flessibili in modo “ da dare a ciascuno il suo “ perché  come commentava Don Lorenzo Milani ”Non c’è peggiore ingiustizia del dare cose uguali a persone che uguali non sono”.

I genitori e gli insegnanti, mediante la condivisione dei valori e una fattiva collaborazione, nel reciproco rispetto delle competenze,  saranno il punto di forza necessario per dare ai bambini con difficoltà l’opportunità di uno sviluppo armonico e sereno.