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Circolo didattico di Vinci

 

Piano dell’Offerta Formativa

 

 

 

PREMESSA

CHI SIAMO: IL CIRCOLO, LE RISORSE

L’OFFERTA FORMATIVA

LA DIDATTICA

LA FORMAZIONE

LA VALUTAZIONE

          IL PROGETTO  EDUCATI & CONTENTI

 

 

 

 

                                                                PREMESSA

 

“Ogni istituzione scolastica predispone, con la partecipazione di tutte le sue componenti, il Piano dell’Offerta Formativa. Il Piano è il documento fondamentale costitutivo dell’identità culturale e progettuale delle istituzioni scolastiche ed esplicita la progettazione curricolare, extracurricolare, educativa  ed organizzativa che le singole scuole adottano nell’ambito della loro autonomia” (art. 1 Regolamento dell’autonomia scolastica).

Il Pof esprime gli impegni e le azioni concordate all’interno del Collegio dei docenti, ma il terreno su cui poggia deve essere quello di un progetto culturale che conferisce senso ai contenuti che si scelgono, alle competenze che si vogliono attivare, alla qualità della didattica.

 La nostra scelta è quella di una scuola intesa come fonte di stimoli culturali, in grado di costruire messaggi autonomi di riflessione, sia al suo interno che esternamente, in raccordo con le altre agenzie educative locali.

Quindi una scuola che esercita una funzione precisa nel territorio e per il territorio.

 

Nel processo di costruzione della propria identità la scuola ha cercato di individuare i bisogni più importanti nel contesto in cui opera: bisogni socio-affettivi, psicomotori, cognitivi, metacognitivi.

 

Un cenno al contesto in cui la scuola è inserita è doveroso.

Il Comune di Vinci abbraccia un ampio territorio, in prevalenza collinare, dove accanto ad una  un’economia agraria tradizionalmente basata sul vino e sull’olio, si sta sviluppando una significativa attività agrituristica. Il territorio che va a congiungersi con l’Empolese, invece, ha una forte caratterizzazione industriale con molteplici attività produttive nel settore dell’abbigliamento, alimentare, calzaturiero; attivo anche l’artigianato.

Il Comune, negli ultimi 5 anni, è diventato zona di forte immigrazione. Secondo l’Osservatorio sull’immigrazione dei Comuni dell’ASL n. 11, al 1° gennaio del 2002, gli stranieri residenti nel Comune sono 710 ( per quasi la metà cinesi ), con una percentuale di minori del 27,5 %.

Nel Circolo Didattico di Vinci la percentuale degli alunni extracomunitari è di circa il 10%.

Gli immigrati, componenti essenziali della vita economica, sono al contempo attori sociali con i quali interagire e persone che dovranno integrarsi in un sistema socio-economico-culturale di cui la scuola fa parte. Non sempre è facile.

La nuova comunità ha una stratificazione sociale, culturale ed economica molto ampia e spesso si evidenziano fenomeni di disagio  nella fascia dell’utenza scolastica che frequenta le nostre  scuole.

 

Sul territorio sono presenti servizi e associazioni di iniziativa culturale, ricreativa e per il tempo libero accessibili e fruibili anche da parte della popolazione scolastica.

 

Sempre più  spesso Scuola ed extra-scuola prevedono momenti di interazione che vanno ad arricchire l’offerta formativa, come ampiamente descritto  all’interno.

 

FUNZIONI TUTORIALI

 

Gli insegnanti del Circolo di Vinci, relativamente alla classe o alle classi di appartenenza, garantiscono lo svolgimento delle funzioni tutoriali (esplicitate dal D.L.59/2004 ma già previste dal Contratto, dai Programmi dell’85, dagli Orientamenti del 91, dal Regolamento dell’Autonomia) non concentrandole su alcuni, ma esercitandole in maniera “diffusa”, gestendole e ripartendole tra tutti i docenti, secondo i principi della contitolarità, collegialità, condivisione.

Le funzioni tutoriali

·        assistenza a ciascun alunno

·        rapporto con le famiglie

·        orientamento per le scelte relative alle attività opzionali

·        coordinamento delle attività didattiche ed educative

·        cura della documentazione del percorso formativo

si esplicano principalmente su tre fronti:

a)      l’alunno

b)      la famiglia

c)      il gruppo docente

Nel Circolo di Vinci le funzioni tutoriali si concretizzano da anni in azioni specifiche che emergono chiaramente nei progetti educativi, nelle attività laboratoriali, nella generale impostazione metodologica e didattica.

a) Funzioni tutoriali rivolte all’alunno

Il Collegio dei Docenti pone l’alunno ed i suoi bisogni al centro del processo educativo, individuando le finalità fondanti della propria mission educativa:

L’orientamento.

I docenti agiscono per una scuola che

            -    costruisce l’identità personale

-         genera competenze spendibili nella vita

-         forma capacità critiche, funzionali al saper scegliere

-         favorisce l’abitudine alla progettualità

-         promuove capacità di porsi e risolvere problemi

-         induce all’autoapprendimento

  

Nei progetti educativo-didattici del Circolo emerge una chiara impostazione metodologica finalizzata alla realizzazione di tale scuola.

 

La lotta alla dispersione.

Fino dalla Scuola dell’Infanzia, i docenti  si organizzano in vista della prevenzione e della lotta al disagio e allo svantaggio.

A questo fine la scuola attua ogni anno un progetto accoglienza con scelte didattiche e metodologiche che coniugano motivazione e apprendimento. Il progetto si concretizza in

-      Percorsi in continuità, fra il nido, la scuola dell’Infanzia e la scuola elementare, che favoriscono lo sviluppo dell’alunno valorizzando discontinuità, diversità e stili di apprendimento.

-      Incontri di consulenza con  specialisti per prevenire o agire su carenze a livello di apprendimento o di tipo relazionale.

-      Accoglienza alunni stranieri. Laboratori di lingua 2 per l’apprendimento della lingua italiana finalizzato a esigenze comunicative, di studio e di integrazione.

 

La continuità. La Scuola garantisce, nel passaggio dalla Scuola dell’Infanzia alla Scuola primaria, un percorso educativo caratterizzato da unità, organicità e coerenza. Realizza l’integrazione verticale con l’esperienza scolastica precedente e successiva di ogni alunno, come l’integrazione orizzontale con l’esperienza vissuta parallelamente dal singolo alunno nel mondo extrascolastico. Infine cerca un coordinamento e un’armonizzazione fra i diversi curricoli scolastici.

 

L’integrazione. La scuola attiva un processo formativo caratterizzato dal rapporto continuo tra costruzione dell’identità personale e di apertura all’alterità. Incentiva atteggiamenti di cooperazione, attiva laboratori a gruppi misti di alunni di classi diverse. Elabora, in collaborazione con l’Ente  Locale, progetti mirati all’intercultura, promuovendo la conoscenza di realtà e ambienti diversi.

 

b) Funzioni tutoriali rivolte alla famiglia

Particolare attenzione viene posta ai rapporti con le famiglie finalizzati a:

-       ricevere/fornire informazioni sui singoli alunni rispetto a preferenze, motivazioni, competenze, difficoltà, storia personale

-       comunicare contenuti, attività, metodologie didattiche

-       coinvolgere nella valutazione complessiva del servizio scolastico mediante la predisposizione di appositi questionari

Nel corso di ciascun anno scolastico sono pertanto previsti periodici incontri con i genitori degli alunni (Consigli di Interclasse, colloqui individuali, assemblee di classe).

 

c) Funzioni tutoriali svolte dai docenti

Tutti i docenti operano per migliorare la qualità della scuola attraverso il lavoro collegiale, la formazione in servizio, la ricerca, cooperano tra loro, coordinano il proprio operato così da adeguare l’offerta formativa ai bisogni di ciascun gruppo classe e di ogni singolo alunno.

Tali funzioni si esplicano mediante incontri settimanali di programmazione, incontri relativi a progetti disciplinari e interdisciplinari, incontri di aggiornamento, formazione di gruppi di studio.

Per meglio coordinare l’attività progettuale e didattica alcuni insegnanti svolgono la funzione di referente di progetto e curano la raccolta e la documentazione del materiale didattico prodotto.

 

Il gruppo docente, insieme alla Dirigente Scolastica, ha operato scelte per migliorare la qualità della Scuola perché risulti veramente adeguata e significativa. Tali scelte vanno in più direzioni:

§      Aspetto didattico-curricolare con la valorizzazione del lavoro collegiale, della formazione in servizio dei docenti, della costruzione di percorsi didattici in verticale (questi aspetti sono illustrati dettagliatamente nel paragrafo L’offerta formativa).

Aspetto organizzativo/gestionale  per determinare effettive opportunità di condivisione dei poteri di indirizzo, di coordinamento, di responsabilità gestionale  attraverso precisi atti di delega.

 

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             IL CIRCOLO: CHI SIAMO, LE RISORSE INTERNE ED ESTERNE

 

DESCRIZIONE DEL CIRCOLO

Il Circolo didattico di Vinci comprende tre plessi di scuola dell'infanzia per dieci sezioni complessive così distribuite:

Scuola dell'infanzia di Vinci:  3 sezioni

Scuola dell'infanzia di Spicchio:  2 sezioni

Scuola dell'infanzia di Sovigliana: 6 sezioni

I due plessi di scuola primaria sono così composti:

Scuola primaria di Vinci:  9 classi

Scuola primaria di Sovigliana:  20 classi

Nelle scuole, oltre alle insegnanti di classe, operano insegnanti di sostegno e di religione, assistenti educativi e collaboratori scolastici. I pasti nelle mense vengono distribuiti da personale esterno.

 

ORARIO DEGLI UFFICI

 

Gli uffici della segreteria scolastica funzionano tutti i giorni dalle ore 7.30 alle ore 13.30. Il lunedì ed il mercoledì dalle anche dalle ore 15.00 alle ore 17.30.

L’orario di ricevimento è il seguente:

 

- tutti i giorni: dalle ore 8.00 alle ore 9.00 e dalle ore 11,30 alle ore 13,30

- lunedi e mercoledi dalle ore 15.00 alle ore 17.00 (durante il periodo di apertura pomeridiana)

Oppure in altro orario su appuntamento.

La Dirigente Scolastica riceve il pubblico su appuntamento.

 

 

ORARIO DEI PLESSI SCOLASTICI

 

-         SCUOLA PRIMARIA DI VINCI

Dalle ore 8.30 alle ore 16.30. 

 

-         SCUOLA PRIMARIA DI SPICCHIO/SOVIGLIANA

    Dalle ore 8.15 alle ore 16.15

  Nelle classi non funzionanti a tempo pieno l''orario varia a seconda delle opzioni organizzative prescelte.

 

  -       LE  SCUOLE DELL’INFANZIA DEL CIRCOLO VINCI effettuano il seguente orario: dalle ore 8,30 alle ore 16,30

Le tre scuole dell’infanzia effettuano un’apertura anticipata alle ore 8.00 per  motivate esigenze di lavoro dei genitori.

 

 

L’ORARIO DEL PERSONALE DOCENTE E NON DOCENTE

 

L’orario effettuato settimanalmente nei plessi della scuola dell’infanzia è il seguente:

§         I docenti  svolgono con i bambini 25 ore

§         Il personale A.T.A. effettua complessivamente 36 ore.

L’orario svolto settimanalmente dal personale della scuola primaria è il seguente:

§         Le insegnanti effettuano 22 ore con i bambini più due ore di programmazione.

§         I collaboratori scolastici operano nella scuola per un totale di 36 ore.

Inoltre i docenti svolgono attività di programmazione e verifica, progettazione, aggiornamento e formazione.

 

 

RISORSE INTERNE

 

La principale risorsa per la realizzazione dei progetti è costituita evidentemente dalla professionalità dei singoli insegnanti; tuttavia la collaborazione ed il coinvolgimento dei genitori risultano indispensabili per il raggiungimento degli obiettivi previsti nel Piano dell’Offerta Formativa, anche attraverso la loro partecipazione negli Organi Collegiali.

 

All’interno della nostra scuola vengono progettate attività di laboratorio che fanno parte essenziale dell’insegnamento.

Nelle scuole dell’infanzia sono presenti:

§         Laboratori di pittura

§         Laboratori di manipolazione

§         Laboratori di motricità

§         Biblioteche

§         Pallestra (Piscina con palline – Scuola dell’infanzia Sovigliana)

§         Laboratorio teatrale (Vinci).

§         Un computer in ogni plesso

Nelle scuole elementari di Vinci e Sovigliana ci sono:

§         Laboratori multimediali.

§         Biblioteche

§         Palestre

 

Rappresentano una risorsa anche le modalità di organizzazione della gestione del tempo di attività scolastica, a livello di classi e gruppi di classi, che saranno indicate e specificate nelle programmazioni didattiche.

Al fine di attuare, coordinare, documentare e sviluppare i progetti  del Circolo sono state individuate dal Collegio dei Docenti “funzioni strumentali al piano dell’offerta formativa” che  vengono assegnate, di anno in anno, ad alcuni insegnanti:

1.     accoglienza e continuità e integrazione alunni diversamente abili

2.     accoglienza e integrazione alunni stranieri

3.     prevenzione del disagio

4.     coordinamento laboratorio di lingua italiana

5.     coordinamento laboratorio di scienze

6.     coordinamento laboratorio di matematica

7.     coordinamento area informatica

 

RISORSE ESTERNE

 

Il regolamento in materia di autonomia scolastica stabilisce  che le scuole “provvedano alla definizione e alla realizzazione dell’offerta formativa nel rispetto delle funzioni delegate alle Regioni e dei compiti e funzioni trasferiti agli Enti Locali, ai sensi degli articoli 138 e 139 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n.112. A tal fine interagiscono tra loro e con gli enti locali promuovendo il raccordo e la sintesi  tra le esigenze e le potenzialità individuali e gli obiettivi nazionali del sistema di istruzione.”

 A tal fine la collaborazione tra il nostro Circolo didattico e il Comune di Vinci, è attiva e proficua da molti anni.

Per la realizzazione dei progetti educativo-didattici, che diventano ora parte integrante del Piano dell’Offerta Formativa,  le insegnanti si  avvalgono da tempo della collaborazione di servizi  organizzati e/o sovvenzionati dal Comune di Vinci:

 

§         Biblioteca dei ragazzi

§         Laboratorio teatrale Giallo mare minimal teatro

§         Centro di Formazione e cultura Musicale

§         Convenzione con la piscina comunale di Larciano per il progetto Gioco-sport

§         Scuola di musica della Filarmonica di Vinci

 

I docenti possono inoltre richiedere, in caso di esigenze particolari definite nelle programmazioni di plesso, la collaborazione di altri Centri e Associazioni quali:

§         Centro Bruno Ciari di Empoli

§         Centro Method di Perignano

§         C.I.D.I. di Firenze e Pistoia.

§         Centro di documentazione del Padule di Fucecchio

§         AUSL n. 11  

§                 Consulenza psicomotoria

§         Coop – Centro di documentazione alimentare  

§                 Altre collaborazioni e/o servizi attivabili di anno in anno

 

COMUNICAZIONE INTERNA ED ESTERNA AL CIRCOLO

Comunicazione interna:

-         riunioni di programmazione

-         riunioni degli Organi Collegiali

-         incontri tra insegnanti previsti dalle modalità organizzative dei progetti

-         documentazione del lavoro svolto nei vari ambiti disciplinari e/o all’interno dei progetti, a disposizione di tutti gli insegnanti del Circolo

-         utilizzazione delle tecnologie informatiche

-         archiviazione dei documenti e loro consultazione in spazi appositi

-         albo sindacale

-         comunicazione tra i plessi tramite telefono e posta elettronica

Comunicazione esterna:

-         calendarizzazione degli incontri con le famiglie

-         comunicazione di informazioni e notizie provenienti dai plessi, dalla Direzione didattica e dall’Ente Locale

-         informazione da parte dei rappresentanti di classe/sezione ai genitori, sulle tematiche affrontate nelle riunioni di interclasse/intersezione

-         incontri periodici con le famiglie (n. 10 incontri annui): assemblee, colloqui individuali e consegna delle schede di valutazione, consigli di interclasse/intersezione

-         sito internet del Circolo

 

                          

 

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                             L’OFFERTA FORMATIVA

 

L’art.8 del regolamento sull’autonomia delle istituzioni scolastiche stabilisce che le scuole determinino nel POF il curricolo obbligatorio per i propri alunni. Nel Circolo di Vinci viene mantenuta la quota oraria nazionale riservata alle discipline e alle educazioni, inoltre, al loro potenziamento è destinato il 20% del monte ore complessivo da gestire in autonomia attraverso l’attivazione di progetti e laboratori. Questi sono caratterizzati da obiettivi trasversali a più discipline e/o a discipline ed educazioni. In particolare 66 ore vengono destinate al rapporto con il territorio a con il Museo Leonardiano di Vinci.

La flessibilità didattica viene attuata prevalentemente su progetti con compensazione oraria a base annua.  

 

 

TABELLA ORARIA DELLE DISCIPLINE

 

Classe 1°

 

 

 30 ore

  ann.      sett.

40 ore

 

Quota 20%

ann. su 990

Italiano, educazione alla cittadinanza, educazione stradale

 297          9

          + 1

        66

Matematica

 264          8

          + 1

        33

Scienze, educazione alla salute, educaz. ambientale

   66          2

         

 

Storia

   33          1

          + 1

        33

Geografia

   33          1

          + 1

 

Arte e immagine

   66          2

          + 1

        33

Tec. e informatica

   33          1

 

 

Musica

   33          1

 

 

Inglese

   33          1

 

 

Religione

   66          2

 

 

Scienze motorie

   66          2

 

        33

 

TOTALE

 

990         30

 

 

      198

 

 

  Classe 2°

 

 

 30 ore

 ann.      sett.

40 ore

Quota 20%

ann. su 990

Italiano, educazione alla cittadinanza, educazione stradale

264           8

       +2

        66

Matematica

231           7

       +1

        33

Scienze, educazione alla salute, educaz. ambientale

  99           3

 

        33

Storia

  66           2

 

        33

Geografia

  66           2

 

       

Arte e immagine

  33           1

       +1

 

Tec. e informatica

  33           1

 

 

Musica

  33           1

 

 

Inglese

  66           2

 

 

Religione

  66           2

 

 

Scienze motorie

  33           1

       +1

 

 

TOTALE

 

 990        30

 

 

     198

 

Classe 3°

 

 

 30 ore

 ann.        sett.

40 ore

Quota 20%

ann. su 990

Italiano, educazione alla cittadinanza, educazione stradale

264             8

     +1

         99

Matematica

231             7

     +1

         66

Scienze, educazione alla salute, educaz. ambientale

  66             2

     +1

         33

Storia

  66             2

     +1

 

Geografia

  66             2

 

 

Arte e immagine

  33             1

     +1

 

Tec. e informatica

  33             1

 

 

Musica

  33             1

 

 

Inglese

  99             3

 

        

Religione

  66             2

 

 

Scienze motorie

  33             1

 

 

 

TOTALE

 

990           30

 

 

        198

 

 

Classi 4° e 5°

 

 

 30 ore

ann.         sett.

40 ore

Quota 20%

ann. su 990

Italiano, educazione alla cittadinanza, educazione stradale

264             8

       +1

        99

Matematica

231             7

       +1

        66

Scienze, educazione alla salute, educaz. ambientale

  66             2

       +1

        33

Storia

  66             2

       +1

 

Geografia

  66             2

 

 

Arte e immagine

  33             1

       +1

 

Tec. e informatica

  33             1

 

 

Musica

  33             1

 

 

Inglese

  99             3

 

        3

Religione

  66             2

 

 

Scienze motorie

  33             1

 

 

 

TOTALE

 

990           30

 

 

      198

 

 

                  OPZIONI ORARIE

Il Circolo didattico di Vinci garantisce una scuola di qualità per tutte le opzioni orarie previste dalla legge di Riforma.  In relazione alle risorse di personale assegnate al Circolo la scuola garantisce  un modulo orario di 30 ore (più 3 ore di mensa facoltative), e un modulo orario di 40 ore (ex Tempo Pieno), di cui 5 ore di mensa, anch’esse facoltative.

 

I percorsi di lavoro che qui sono presentati, non si pongono solo continuativamente rispetto agli anni precedenti, ma guardano anche in prospettiva: la nostra vuole essere una progettazione pluriennale, aperta a modifiche in itinere, sulla base di verifiche e valutazioni periodiche.

 

            PROGETTI E LABORATORI TRASVERSALI A PIU' AREE

 

 

 

L'Accoglienza

Finalità

 

Favorire lo star bene a scuola curando in modo particolare l’inserimento dei bambini di tre anni nella scuola dell’infanzia, quello dei bambini in entrata nelle classi prime e l’inserimento degli alunni che arrivano ad anno scolastico iniziato nelle classi o sezioni dei due ordini di scuola.

 

 

 

 

 

 

 

 

Contenuti

 

Il progetto Accoglienza cura il passaggio fra i vari ordini di scuola: asilo nido, infanzia, primaria e media inferiore.

Il Progetto prevede:

- l’elaborazione di itinerari didattici e metodologici che investono i campi di esperienza e gli ambiti disciplinari (continuità) tra infanzia e primaria

- incontri con gli insegnanti dei vari ordini di scuola (asilo nido-infanzia, infanzia-primaria e primaria-media di I grado) finalizzati alla presentazione dei bambini per ottimizzare il loro inserimento  e la formazione delle classi e delle sezioni.

Gruppi di lavoro

 

Insegnanti coinvolti:

- sezioni dei tre anni dell’infanzia ed educatrici del nido

- sezioni dei cinque anni dell’infanzia e classi quinte della primaria

- scuola media e classi quinte della primaria

Nel corso dell’anno le insegnanti dei bambini di cinque anni della scuola dell’infanzia e le insegnanti delle classi prime della scuola primaria si incontrano per la progettazione di attività inerenti il progetto Continuità.

 

Intercultura e Accoglienza alunni stranieri

 

Finalità

 

Favorire l’inserimento e l’integrazione scolastica garantendo opportunità educative e didattiche, cercando di eliminare i ritardi nell’apprendimento.

Sviluppare autonomia, identità e competenza educando al rispetto ed alla valorizzazione delle diversità individuali, sociali e culturali.

Sostenere il conseguimento di competenze funzionali ed efficaci alla lingua italiana

Promuovere un rapporto di interscambio e cooperazione educativa con le famiglie degli alunni immigrati

 

Contenuti

 

Il progetto riguarda soprattutto l’organizzazione di percorsi di facilitazione linguistica e relazionale sia nei plessi di scuola primaria che nella scuola dell’infanzia e sono rivolti ai bambini, figli di immigrati, che non conoscono, o solo in parte, la lingua italiana.

Laboratori permanenti:

-laboratorio di emergenza per coloro che necessitano di una prima alfabetizzazione (si attiva al bisogno)

-laboratori di sostegno linguistico strutturato su tre livelli  in base alla comprensione-fruizione della lingua italiana

-sono previsti laboratori di educazione interculturale le cui tematiche variano negli anni

Gruppi di lavoro

 

I laboratori vengono condotti dagli insegnanti delle classi con alunni non italofoni durante le ore di contemporaneità, quando non sono occupati i sostituzioni dei colleghi assenti. Sono inoltre previsti laboratori condotti da facilitatori linguistici inviati dall’agenzia dell’Empolese-Valdelsa. Sussiste l’opportunità di richiedere il mediatore culturale in occasione dei colloqui e delle valutazioni quadrimestrali.

 

 

 

La prevenzione del disagio

Finalità

 

Seguire con attenzione lo sviluppo del bambino per coglierne tempestivamente il segnale di un qualcosa che non procede nel modo giusto, è prioritario ed essenziale per poter intervenire prima che questo si radichi dando origine a problemi più profondi.

Aiutare il bambino a stabilire relazioni positive con se stesso, con gli adulti, con i coetanei e l’ambiente che lo circonda realizzando un clima  favorevole che permetta maggior disponibilità all’integrazione.

Realizzare una collaborazione costruttiva con gli Enti territoriali preposti ad occuparsi del disagio.

Fornire alle famiglie elementi di riflessione sulle problematiche educative.

Contenuti

 

Osservazioni mirate durante le attività nelle scuola dell’infanzia

Nella scuola primaria vengono attivati laboratori didattici di potenziamento e recupero delle strumentalità di base. I percorsi vengono organizzati per piccoli gruppi omogenei ed eterogenei.

Sono inoltre previste attività individualizzate sulla base delle necessità individuate. I laboratori coinvolgono bambini che dimostrano difficoltà o ritardi nell’apprendimento e sono gestiti dalle insegnanti di classe nelle ore di compresenza in assenza di sostituzioni dei colleghi assenti. In alcune situazioni è prevista la collaborazione degli assistenti educativi dell’associazione U.I.S.P.

Gruppi di lavoro

 

E’ prevista la collaborazione con il Centro Method di Perignano.

Nel corso dell’anno scolastico le insegnanti della scuola dell’infanzia e le insegnanti della scuola primaria possono usufruire della consulenza della dottoressa Matteoli attraverso l’attivazione di uno “sportello”. Inoltre, per la rilevazione delle difficoltà, sono previste prove d’ingresso per gli alunni delle classi prime (protocollo).

Infine è stato individuato all’interno del Circolo didattico, un gruppo di docenti che opera per l’individuazione delle difficoltà di apprendimento.

 

 

Integrazione degli alunni diversamente abili

 

 

Finalità

 

Aiutare tutti i bambini, in particolare quelli diversamente abili, a vivere il proprio essere in modo consapevole, personale, critico, soddisfacente e creativo. Particolare rilievo viene attribuito al contatto fisico nella consapevolezza di quanto questo si leghi ad un utilizzo sicuro del proprio corpo, di quello degli altri, insieme alla nascita e al consolidamento di forme di interazione e comunicazione e di apprendimento.

Contenuti

 

Vengono attuati percorsi di psicomotricità per piccoli gruppi condotti da uno specialista in collaborazione con le insegnanti.

Vengono inoltre garantiti progetti integrati con gli Enti presenti sul  territorio che prevedono collaborazioni in rete ed interventi mirati alla valorizzazione delle esperienze più avanzate.

Gruppi di lavoro

 

Presso il Circolo didattico è stato istituito un gruppo di lavoro per l’integrazione scolastica composto da insegnanti, operatori dei servizi e familiari con il compito di collaborare alle iniziative educative e di integrazione

 

 

Progetti e laboratori riferiti alle educazioni

 

 

Finalità

 

Promuovere la formazione unitaria del bambino in riferimento al proprio corpo, alle relazioni con gli altri e all’ambiente che li circonda per riuscire ad interpretare ed apprezzare segni e linguaggi diversi

Contenuti

 

Tali scopi si raggiungono con le seguenti attività e/o progetti

·        Gioco / sport

        (mini volley – basket – arti marziali – calcio – acquaticità.)

·        Laboratori teatrali

·        Laboratori musicali

·        Laboratori di motricità

·        Educazione ambientale

·        Educazione stradale

·        Educazione alla Cittadinanza     e Costituzione

Gruppi di lavoro

 

Sono coinvolti ambedue gli ordini di scuola, con attività diversificate per classi e/o sezioni secondo scelte di programmazione annuale.

Con gli insegnanti collaborano operatori esterni qualificati.

 

 

               

PROGETTI E LABORATORI RIFERITI AGLI AMBITI DISCIPLINARI

 

 

Dipartimento disciplinare di lingua italiana

 

Costituitosi nel 2003, dopo alcuni anni di valide esperienze didattiche, vi partecipano tutti i docenti di italiano della Scuola primaria e i docenti della Scuola dell’ Infanzia, coordinati dalla dott.ssa Maria Piscitelli consulente e formatrice del Cidi.

Al suo interno è stato elaborato un curricolo verticale di lingua italiana, operando in gruppi di lavoro, considerati spazi privilegiati di programmazione, confronto e ricerca per la sperimentazione didattica nelle classi e nelle sezioni.   

La documentazione didattica, aggiornata annualmente, è consultabile sul sito www.curricoloitalianovinci.wetpaint.com

 

 

   FINALITA’

 

 

·        Promuovere negli alunni un pensiero attivo che trasformi i contenuti in conoscenze e competenze.

·        Avanzare nella professionalità docente.

·        Scegliere i contenuti adeguati alle capacità cognitive degli alunni

·        Adottare un metodo di lavoro coerente con l’ impianto curricolare.

·        Proporre lo sviluppo integrato delle abilita’ linguistiche e la pratica riflessiva ricorrente nei testi.

 

CONTENUTI DISCIPLINARI

 

I percorsi didattici ruotano intorno a importanti poli funzionali delle attività del discorso

1.     narrazione

2.     descrizione

3.     regolazione

4.     esposizione

5.     argomentazione

Gli itinerari didattici aprono a contenuti non linguistici formativi della personalita’ degli alunni ( interazione sociale-educazione

all’ affettivita’-educazione alla legalita’ e alla cittadinanza).

 

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GRUPPI DI LAVORO

 

 

Partecipano tutte le classi di Scuola Primaria e le sezioni della Scuola dell’Infanzia.

 

 

Dipartimento disciplinare di scienze

 

Il gruppo di lavoro di Scuola Primaria si è formato nel 2000 (grazie al progetto SET) e nel corso degli anni l’interesse per la ricerca didattica in ambito scientifico è andato sempre più aumentando per cui altri insegnanti del Circolo sono entrati a far parte del gruppo di formazione. E’ stato elaborato un curricolo verticale di educazione scientifica, sono state approfondite e condivise scelte metodologiche e didattiche fondamentali per organizzare un processo di insegnamento-apprendimento efficace.

Il coordinamento e la consulenza è del Dott. C. Fiorentini del Cidi.

La documentazione didattica, aggiornata annualmente, è consultabile sul sito

www.vinciscienze.wetpaint.com

 

 

 

 

FINALITA’

 

 

·        Rendere l’alunno protagonista nel processo di insegnamento-apprendimento

·        Rendere più significativa l’ educazione scientifica attraverso la scelta dei contenuti cognitivamente adeguati alle varie fasce d’ eta’ e l’ attuazione della didattica laboratoriale

·        Sviluppare competenze osservative-logico-linguistiche

·        Garantire il successo formativo coerentemente con gli obiettivi generali dell’ istruzione e con l’ esigenza di migliorare l’ efficacia del processo insegnamento/

      apprendimento.

·        . Avanzare nella professionalita’ docente

 

 

CONTENUTI DISCIPLINARI

 

 

Sperimentazione di

percorsi didattici nell’ambito di fenomeni biologici e ed in quello dei fenomeni fisico-chimici

 

 

 

 

 

GRUPPI DI LAVORO

 

 

 

Partecipano numerose classi della Scuola Primaria

                  

Progetto geo-storico-sociale

 

A partire dall'anno scolastico 2005/2006, si è costituito un gruppo di insegnanti decisi ad intraprendere un percorso di formazione permanente relativo all'area geo-storico-sociale.

Detti insegnanti si avvalgono del coordinamento e della consulenza della Dott.ssa  Marina Medi, la quale fa parte delle associazioni di insegnanti di storia IRIS ( Insegnamento e  Ricerca Interdisciplinare di Storia) e Clio92, nonché del CRES ( Centro Ricerca Educazione allo Sviluppo) Mani Tese.

In virtù di questa volontà ( sostenuta in buona misura anche dal Centro Interculturale Empolese Valdelsa) e della collaborazione della formatrice, è stato possibile elaborare un curricolo geo-storico-sociale in verticale, consultabile sul sito www.storieinrete.org

   

 

 

FINALITA’

 

·        Sperimentare e sviluppare la progettazione curricolare dell'area geo-storico-sociale elaborata dagli insegnanti: progettazione fondata su di una impostazione costruttivista del processo di apprendimento/insegnamento e su di una forte attenzione alla dimensione interculturale

·        Mettere in pratica una metodologia che preveda la proposizione di  UdA relative:

- alle esperienze geo-storico-sociali degli alunni centrate su temi/problemi ricorrenti, propri del loro vissuto e in grado di fornire spunti di analisi via via più complessi, utili ad una più agevole ed efficace costruzione del patrimonio concettuale/procedurale dell'ambito storico-geografico-sociale

- ai Quadri di civiltà

- ai Quadri d'ambiente

·        Attivare procedure di ricerca-azione che, partendo dall'uso e dall'analisi di fonti di vario tipo, si fondano sulla pratica dell'apprendimento collaborativo e sulla ricostruzione metacognitiva del percorso effettuato

·        Avanzare nella professionalità docente

 

 

CONTENUTI

 

·        Esperienze geo-storico-sociali dei bambini.

 

·        Quadri di civilta’

 

·        Quadri d’ ambiente

 

GRUPPI DI LAVORO

 

Partecipano alcune classi della Scuola Primaria

 

 

 

 

                  

Laboratorio di matematica

 

Ne corso degli anni si è costituito un gruppo di insegnanti che lavora sulla ricerca didattica nell’ambito matematico. L’obiettivo è quello di confrontarsi su contenuti e metodologie, per elaborare un curricolo di matematica

La documentazione didattica aggiornata è presente sul sito www.circolodidatticodivinci.it  alla pagina “materiali didattici prodotti”

 

 

 

FINALITA’

Costruire procedure di apprendimento collaborativo all’interno del gruppo, partendo dallo studio di materiali strutturati.

Costruire una condivisione delle esperienze, attraverso le migliori pratiche per un aiuto reciproco nell’elaborazione didattica e nell’affrontare i problemi che si presentano.

Elaborare itinerari didattici in verticale, rispetto ai contenuti che decideremo di affrontare anno dopo anno. All’interno di questi percorsi saranno stabiliti obiettivi essenziali e indicatori di apprendimento per gli alunni.

Documentare e diffondere i materiali prodotti, sia all’interno del Circolo sia esternamente, attraverso il sito internet.

 

 

CONTENUTI DISCIPLINARI

 

I percorsi didattici si sviluppano su tematiche inerenti alla geometria, alle situazioni problematiche e al nucleo del numero

 

GRUPPI DI LAVORO

 

 

Partecipano numerose classi di Scuola Primaria

                                        

 

 

 

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           LA DIDATTICA: METODOLOGIA E MODALITA’ DI LAVORO

 

Il Collegio dei docenti del Circolo di Vinci dichiara di condividere alcuni principi di fondo, di cui la metodologia e la didattica devono tener conto:

· La centralità dell’alunno, e non della disciplina, nel rapporto insegnamento / apprendimento.

· La costruzione di conoscenze e competenze mediante la problematizzazione, la discussione e la negoziazione, in  un rapporto di confronto e cooperazione (competenze di cittadinanza)

· Lo sviluppo di un etica della responsabilità.

· La partenza dalla realtà degli alunni, dalle loro esperienze, dalle conoscenze che già possiedono, dai problemi che direttamente o indirettamente manifestano, per progettare itinerari didattici che rispondano ad esigenze di concretezza e di coinvolgimento affettivo/emozionale.

· La scelta di contenuti significativi rispetto ai vari ambiti disciplinari e multidisciplinari.

· La ricerca di strategie idonee a favorire negli alunni momenti di riflessione sulle proprie azioni concrete e mentali poiché l’aspetto  metacognitivo è una dimensione imprescindibile della competenza.

I vari percorsi didattici vengono sviluppati secondo molteplici modalità organizzative, che prevedono flessibilità oraria: classi/gruppi, laboratori, gruppi di livello, attività individualizzate.

La prospettiva a lungo termine della cooperazione e collaborazione fra docenti, dovrà essere finalizzata alla ricerca didattica ed alla riflessione sui curricoli (art. 6 del Regolamento dell’Autonomia), ma anche alla valorizzazione delle specifiche competenze di ciascun insegnante.

 

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                         LA FORMAZIONE IN SERVIZIO

 

Fattore determinante della qualità del servizio scolastico è la previsione di un percorso di formazione permanente degli insegnanti, una formazione caratterizzata da "continuità e collegialità" e da una stretta corrispondenza fra ciò che si fa e le competenze necessarie. Continuità perché l’aggiornamento è una attività che procede parallelamente alla vita della scuola e ha bisogno interlocutori stabili che consentano di realizzare compiutamente un progetto.

Le competenze professionali non si costruiscono con iniziative frammentarie, slegate dal contesto operativo, ma attraverso riflessioni che si inseriscono nel complesso del servizio e che aiutano a rivedere e a migliorare l’organizzazione.

In questo senso si parla di collegialità, poiché la formazione professionale deve trovare, a seconda dei casi, nel Collegio, in ambiti disciplinari, nel gruppo di lavoro, il momento più significativo. Inoltre non bisogna dimenticare che le competenze, anche quelle degli adulti, non sono una prerogativa esclusivamente individuale: le competenze sono riconoscibili come tali all’interno della comunità in cui sono culturalmente e socialmente riconosciute, perché lì si sono formate e si esprimono come competenza istituzionale.

Se l’innovazione si concretizza in comportamenti nuovi occorre rimettere in discussione e ristrutturare norme e valori preesistenti e organizzare momenti di formazione basati sulla ricerca, scegliendo formatori esterni o interni al circolo per le loro competenze, negoziando le modalità della loro presenza nel servizio scolastico purché queste presenze corrispondano alle esigenze del servizio stesso.

Compito del dirigente scolastico sarà quello di sostenere e aiutare le insegnanti a tradurre nella pratica quotidiana le indicazioni che vengono dai corsi di formazione, integrando teoria e pratica e traducendo in progettualità le indicazioni che sono venute dal formatore.

 

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                              LA VALUTAZIONE

 

Negli ultimi anni è cresciuta l’attenzione intorno al problema della valutazione non più solamente riferita agli alunni ma al sistema scolastico e ad alcune sue parti, agli aspetti organizzativi oltre che didattici, ai processi e ai prodotti.

La valutazione è qui riferita sia all’efficacia educativa dell’intero progetto  presentato nel POF, sia alla scuola intesa come organizzazione o come comunità che apprende.

In primo luogo intendiamo rilevare, all’interno di ogni progetto specifico, i punti di forza e/o di debolezza per potenziare e migliorare le proposte formative.

In particolare andranno monitorati sia gli aspetti relativi all’apprendimento sia quelli relazionali all’interno dell’ambiente scolastico.

Indicatori in questo senso potranno essere:

·        il livello di coinvolgimento e di interesse mostrato dai bambini;

·        l’autonomia e l’autostima raggiunte;

·        i rapporti più o meno positivi stabiliti con gli altri, bambini e adulti;

·        la progressione delle conoscenze e competenze acquisite.

 

La ricaduta didattica dovrà quindi essere verificata su più livelli:

·        del singolo alunno

·        di classe o sezione

·        del plesso

·        del Circolo

La valutazione deve essere contemporaneamente un’attività di verifica e di rilevamento di bisogni, funzionale alla progettazione futura. Quindi di volta in volta saranno approntati strumenti e modalità per procedere  agli adeguamenti dei percorsi progettati, per il raggiungimento degli obiettivi previsti.  Per quanto riguarda la scheda  di valutazione personale degli alunni, fino alla definizione delle competenza in uscita dalla scuola primaria, viene mantenuta quella attualmente in vigore.

Un POF così strutturato dovrà prevedere anche la messa a punto di strumenti di autovalutazione rivolti a bambini, genitori e insegnanti, per rilevare l’efficacia del servizio scolastico ed il livello di informazione e comunicazione fra le varie componenti.

Ogni anno, per valutare i livelli di soddisfazione degli utenti per i diversi aspetti della scuola (strutture, servizi, insegnamento ecc.), il Circolo distribuisce un questionario ad un campione di utenza: i genitori delle sezioni di 5 anni della scuola dell’infanzia, e i genitori delle classi terze della scuola elementare.

I risultati dei questionari sono poi discussi e confrontati con quelli degli anni precedenti all’interno delle interclassi/intersezioni e del Consiglio di Circolo, e inviati all’Ente Locale.

In riferimento all’acquisizione di competenze da parte degli alunni, sia della scuola dell’infanzia, sia della scuola elementare, saranno elaborate dagli insegnanti delle prove di verifica, secondo quanto previsto dalla delibera n. 22 del Collegio dei docenti del 20.01.10

 

 

                    IL PROGETTO     EDUCATI & CONTENTI

 

 

 

CIRCOLO DIDATTICO DI V I N C I

50059 VINCI (FI)  Via Val Di Sole, 2 – C.F. 82004510481

Tel. e fax 0571/568138-0571/729942

info@circolodidatticodivinci.it

 

 

 

EDUCATI & CONTENTI

 

                                                                                INTRODUZIONE

L’istruzione e l’educazione sono comunemente considerate le leve per dare una possibilità di futuro ai nostri bambini, per far si che si formino cittadini attivi, consapevoli, partecipi  e impegnati in prima persona per contribuire a migliorare la realtà che li circonda.

La scuola è la prima comunità che formalmente e intenzionalmente educa e istruisce gli alunni che le sono affidati e cresce, essa stessa, in funzione della rete di rapporti che costruisce  e della qualità delle relazioni che stabilisce, anche fra gli adulti.

“Rigore e merito” sono  termini molto attuali e  invocati da più parti  come se, da soli e automaticamente,  potessero garantire la serietà e la qualità della scuola.

La realtà è un po’ più complicata di quanto  personaggi estranei al mondo scolastico e  opinionisti che scrivono sui giornali o partecipano a trasmissioni televisive vogliono far credere, basandosi comunemente  sul percepito invece che su attente riflessioni e analisi del contesto sociale.

Quella degli insegnanti è una professione sempre più difficile, con sempre meno punti di riferimento e risorse, con sempre maggiori responsabilità a fronte di un riconoscimento sociale ed economico sempre più basso.

Abbiamo allora pensato di dovere sensibilizzare, soprattutto le famiglie, sulla complessità e sulla delicatezza dell’atto educativo e sulla conseguente necessità di prendersi cura dei problemi, di assumersi le responsabilità delle scelte e delle azioni che mettiamo in campo, con la consapevolezza di doversi “alleare” con i genitori, che,  per primi,  hanno a cuore il benessere dei propri figli .

Dopo tanti anni di duro lavoro dedicato alla ricerca didattica per l’insegnamento di contenuti disciplinari, e gli importanti traguardi raggiunti, sentiamo, oggi,  di dover dedicare tempo ed energie ad aspetti più emotivi, relazionali e affettivi insiti nel processo di apprendimento e  di dover migliorare l’organizzazione di un contesto educativo per renderlo idoneo alla crescita e alla maturazione della persona.

Sta a noi docenti, genitori e personale della scuola in genere, delineare un percorso di crescita dei nostri alunni ricco e condiviso, basato su nuove idee e nuove relazioni,  un’azione educativa, didattica e metodologica  efficace,  motivante e adeguabile alle differenti caratteristiche dei bambini. Sta a noi interrogarci sui tempi e sui luoghi futuri e tracciare nuove rotte da perseguire. Dialogo, ascolto reciproco, affermazione autorevole delle regole e incoraggiamento favoriscono la necessaria condivisione di responsabilità e creano un ambiente in cui bambini e adulti crescono in cultura, umanità e cura del vero e  del bello. Solo così e possibile trasmettere ai nostri ragazzi la passione per l’esplorazione e l’approfondimento, i soli antidoti contro la superficialità e la volgarità dei nostri tempi.

Solo così bambine e bambini curiosi, e anche rispettosi verso se stessi, gli altri e l’ambiente circostante, cresceranno educati e contenti.

 

 

                                                             PREMESSA

 

Le città invisibili sono costruite da Calvino come narrazioni e resoconti di viaggio, all’interno di un dialogo tra Marco Polo e Kublai Kan.

Al termine di questi viaggi raccontati, dentro luoghi strani e inaccessibili, fantastici e impossibili, l’imperatore dei Tartari si rivolge a Marco Polo col pessimismo amaro di chi non trova speranza, e vede l’inferno nella città che ci attende. E Polo gli risponde che l’inferno dei viventi è già qui, ed è quello che abitiamo tutti i giorni, che costruiamo vivendo insieme.

Noi, fortunatamente, non viviamo in luoghi di ‘grandi inferni’, come molti ce ne sono nel mondo; ma anche da noi ci sono ‘piccoli inferni’, che a volte non vediamo ed a volte intravediamo: agli incroci coi semafori, in alcune strade, nei silenzi o nelle reazioni di bambini che portano a scuola i loro problemi.

Marco Polo aggiunge che ci sono due modi per non soffrire.

Il primo è facile ed agevole: accettare  le situazioni  e tapparsi gli occhi,  per non vedere.

L’altro, invece, è più difficile, perché implica la fatica della ricerca e dell’apprendimento: “cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all’inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio.”

 

La risposta che Calvino ci dà, attraverso Marco Polo, somiglia straordinariamente al nostro mestiere.

Richiama l’idea dell’aver cura, del coltivare.

E comunque, il termine  usato da Calvino è chiaramente simbolico.

Può richiamare a ciascuno di noi cose diverse; può riferirsi ad un mondo che svende se stesso e svaluta i valori che stanno dentro le esperienze umane. Ed allora diventa un insieme di piccole resistenze quotidiane cercare “ciò che non è inferno”, per dargli tempo,  spazio e cura, perché possa continuare ad accadere.

Luigina Mortari, nel suo testo La pratica dell’aver cura, B. Mondadori, individua due modi di essere dell’aver cura; uno legato alla necessità della conservazione della vita: prendersi cura del corpo e costruire sistemi di organizzazione sociale. L’altro legato all’educazione: dare forma (formare) alla propria ed altrui originale presenza nel mondo.

L’aver cura diventa una direzione di senso del processo formativo; è una pratica, un agire in cui prendono forma pensieri ed emozioni orientati verso una finalità.

Noi insegnanti parliamo spesso, nei nostri progetti, di educare all’autonomia intesa in senso ampio: autonomia nella gestione della quotidianità ma anche formazione di un’autonomia di pensiero, legata alle competenze metodologiche e disciplinari.

Nella prospettiva dell’aver cura, il processo educativo ha il fine di mettere l’altro nella condizione di provvedere da sé ai propri bisogni, rendendolo capace sia di azioni cognitive sia di azioni concrete. E’ un processo di libertà da ogni tipo di condizionamento, e rifiuto dell’utilitarismo come unico criterio etico.

Aver cura, come sostiene Heidegger, è una relazione attiva che non può limitarsi ad una esperienza statica ed unidirezionale, ma si esprime come progettualità, come ricerca delle ragioni profonde del nostro esistere.

La fiducia nella vita che nasce con noi e il desiderio di realizzarci, vanno nutriti e protetti. Sono fragili, e questa fragilità rende necessaria la cura di sé.

Del resto, come ci ricorda L. Mortari, la parola cultura trova le sue radici nel verbo latino colere: coltivare, attendere con cura.

 

Abbiamo pensato che questo progetto sia un’idea che ha a che fare con l’educazione alla cittadinanza; non certo intesa come ‘materia scolastica’, come scatola da riempire di un certo numero di contenuti, ma come uno sguardo che conferisca ulteriore senso alle direzioni intraprese dalla nostra scelta di elaborare curricoli nelle principali aree disciplinari.

Non si tratta perciò di aggiungere un progetto ad altri progetti, né un curricolo ad altri curricoli, ma di sottolineare e rafforzare aspetti e contenuti che fanno parte del lavoro che già svolgiamo e valorizzarli.

Vorremmo soltanto ricercare un ulteriore modo di guardare alle cose, un ulteriore conferimento di senso e di valori, nel processo di istruzione ed educazione che nella scuola si realizza; poiché la scuola è un’esperienza umana collettiva, legata alla costruzione di saperi, di valori e di relazioni tra persone.

 

                                        OBIETTIVI  E PROPOSTE DI CONTENUTI

 

“Dalle Nuove Indicazioni”

La promozione e lo sviluppo di ogni persona stimola in maniera vicendevole la promozione e lo sviluppo delle altre persone: ognuno impara meglio nella relazione con gli altri.

Non basta convivere nella società, ma questa stessa società bisogna crearla continuamente insieme.

 

                                                   OBIETTIVI FORMATIVI

 

o       Mettere in atto comportamenti di autonomia, autocontrollo, fiducia in sé attraverso lo sviluppo delle dimensioni affettiva, cognitiva, motoria, etica e religiosa.

o       Acquisire i saperi essenziali, irrinunciabili come primo esercizio dei diritti costituzionali.

o       Interagire correttamente ed efficacemente con coetanei ed adulti:

     -  esprimendo il proprio punto di vista in forme corrette ed argomentate;

- dimostrando apertura al dialogo, alla collaborazione per un fine comune e disponibilità ad accettare le critiche e l’errore.

o       Riconoscere, condividere regole in contesti diversificati e rispettarle.

o       Assumere comportamenti socialmente corretti in funzione della promozione e tutela del proprio benessere, di quello degli altri, dell’ambiente e dei beni culturali presenti sul territorio.

o       Vedere il proprio “io” in relazione a “tanti tu” e:

-          rendersi disponibili;

-          accettare, rispettare i “diversi” da sé;

-          vivere la diversità come un valore aggiunto;

-          praticare la solidarietà.

o       Conoscere i propri diritti e doveri di cittadinanza e metterli in pratica per lo sviluppo di una convivenza democratica.

 

                     SCUOLA DELL’INFANZIA

 

La scuola dell’infanzia è il luogo predisposto allo sviluppo di relazioni significative e all'incontro di molteplici culture. E' proprio nel rapporto con gli altri che il bambino impara l'importanza del rispetto e riconosce i diritti e i doveri che regolano il vivere insieme.

La scuola si pone, insieme con la famiglia, come prima istituzione dove i “piccoli apprendisti cittadini” si confrontano tra loro e condividono esperienze.

E’ molto importante che il bambino riceva affetto, ma è altrettanto importante che venga aiutato fin da piccolo ad imparare l’esercizio dell’autocontrollo. In alcune occasioni, le ‘cattive maniere’ sono un modo non consapevole di reclamare attenzione: è necessario investire positivamente su questi comportamenti per farne, attraverso la socializzazione e la riflessione, un’occasione di crescita collettiva. I diritti e i doveri non sono intesi come nozioni da apprendere, ma come valori da vivere quotidianamente nelle diverse relazioni che si instaurano a scuola.

Concetti come: uguaglianza, pace,  cura e solidarietà, diventano valori solo nel momento in cui vengono vissuti, coltivati e condivisi.

 

                               OBIETTIVI  FORMATIVI DI RIFERIMENTO

 

·         Orientarsi nelle scelte e nei comportamenti che rispettino gli altri, le regole di convivenza e  l'ambiente         

·         i bambini e il loro corpo: conoscenza, attenzione e cura;

·         graduale acquisizione di strumenti e saperi per il raggiungimento dell’autonomia.

 

                               METODOLOGIA

 

-        Utilizzo delle “routine” come educazione alla consapevolezza della propria identità personale e di gruppo

(i vari momenti della giornata scolastica come ad esempio l'accoglienza, la colazione, il momento del cerchio, etc)

-        Organizzazione di attività volte a favorire l'autocontrollo, l'aiuto reciproco e la responsabilità personale

(attività didattiche e/o laboratori)

-        Uso del gioco come strumento di apprendimento di valori civili e sociali

(gioco libero e/o guidato, giochi di ruolo e giochi di gruppo)

 

 

                                CONTENUTI

 

LE “ROUTINE”

Le modalità attraverso cui il bambino vive i vari momenti della “routine” scolastica sono funzionali alla crescita dell'identità personale e del senso di appartenenza al gruppo. Quindi riteniamo che sia necessario favorire un atmosfera serena e una continuità di metodo nella scansione della giornata scolastica, affinché il bambino si “muova” con sicurezza e autonomia.

Proviamo adesso a descrivere alcune modalità attraverso cui possono essere gestiti i diversi momenti della giornata scolastica.

 

L'INGRESSO A SCUOLA

Il bambino arriva a scuola e, al momento del suo ingresso, viene accolto dai collaboratori scolastici, Successivamente viene accompagnato in sezione dal proprio familiare, dove viene accolto anche dall'insegnante che lo invita a scegliere una attività di gioco libero nell'attesa che i compagni arrivino a scuola.

Indicazioni per il gioco libero, occasione fondamentale per imparare a stare insieme:

-        inserirsi nel gioco rispettando il ruolo dell'altro

-        saper condividere gli stessi giochi

-        rispetto degli spazi, dei materiali e dei giochi

-        utilizzare la propria voce in modo adeguato

-        sapersi muovere in spazi limitati

 

COLAZIONE E PRANZO

Sono due momenti molto importanti della giornata scolastica, in cui i bambini si trovano a condividere e gestire uno spazio comune solitamente non troppo grande. Quindi l'insegnante deve indicare quali sono le regole da seguire per vivere anche questi momenti in modo adeguato, invitando i bambini a:

        sedersi ai tavoli a piccoli gruppi

        non alzarsi durante i pasti

        parlare a bassa voce con i compagni vicini

        non giocare con cibo e posate

        assaggiare il cibo proposto

        usare modalità adeguate nelle richieste relative alle proprie esigenze durante i pasti ( ad esempio: per favore, grazie,etc.)

 

IL MOMENTO DEL “CERCHIO”

Il ritrovarsi nel cerchio ( solitamente dopo colazione) è la prima occasione della giornata in cui ci ritroviamo tutti insieme. E' il luogo dove avvengono i primi scambi verbali, si raccontano esperienze, si fanno domande, si leggono storie e vengono proposte ai bambini le attività da fare.

Anche questo momento prevede:

-        l'educazione all'ascolto intesa come scambio reciproco tra adulti e bambini

-        il rispetto del turno di parola (...alziamo la mano!)

-        una postura corretta ( mantenendo il proprio spazio stando seduti)

-        la sollecitazione a prendere tutti parte alle diverse tematiche

-        recitare filastrocche, cantare canzoni e fare semplici giochi di gruppo.

 

 

                               STRUMENTI DI VALUTAZIONE

Osservazione dei comportamenti e del rispetto delle regole di convivenza nei vari momenti di gioco e durante le attività strutturate e non.

 

 

 

                                                        SCUOLA PRIMARIA

 

Prima di parlare di alcuni contenuti specifici, da evidenziare per i vari ambiti disciplinari, vogliamo ulteriormente precisare che questo progetto si pone all’interno della progettazione curricolare, da anni attiva nei dipartimenti presenti nel Circolo.

Per noi, il termine curricolo è riconducibile ad alcuni aspetti:

-         L’epistemologia e la didattica disciplinare, legate alla ricerca ed alla sperimentazione.

-         Gli obiettivi formativi delle discipline, che indicano conoscenze e competenze.

-         La scelta di contenuti significativi, sia rispetto all’ambito disciplinare sia alla fascia d’età in cui si opera.

-         Il contributo delle scienze dell’educazione.

Questi aspetti ricercano e costruiscono i saperi essenziali, quegli alfabeti di base che contribuiscono a formare una cittadinanza consapevole in una società complessa.

Il nostro progetto si colloca all’interno di queste coordinate, ma cerca di valorizzare anche un piano imprescindibile: quello legato agli aspetti relazionali, affettivi, motivazionali, per la costruzione di una comunità educante.

Tutti questi elementi sono fra loro in continua interazione, e ciò che gli conferisce ulteriore senso è la finalità dell’inclusione, del rispetto dei punti di partenza di ogni alunno e delle sue esperienze pregresse.

 

                                PROPOSTE DI CONTENUTI PER LA SCUOLA PRIMARIA

 

Obiettivi formativi di riferimento :

La cura di sé (autonomia personale)

La cura degli altri (solidarietà, altruismo, collaborazione)

La cura degli ambienti (il rispetto degli spazi condivisi)

 

                                                   I RAPPORTI INTERPERSONALI

Le buone maniere: acquisire abitudini rispettose (salutare, ringraziare, non voglio ma vorrei, cedere il passo ecc.)

Riflettere sulle regole della buona educazione non come aspetti formali, ma nel loro significato di rispetto e considerazione per gli altri. Questi aspetti devono riguardare i bambini, le insegnanti, i collaboratori scolastici, i genitori, nei rapporti che quotidianamente intercorrono.

La ricreazione: occorre considerare il gioco come elemento fondamentale nei rapporti tra bambini, ed organizzare le ricreazioni in modo conseguente.

Dai giochi da tavolo che implicano un rapporto interpersonale che deve essere organizzato e rispettoso, alla costruzione (nel secondo ciclo) di giochi con materiale povero, che implicano collaborazione nel progettare, nel costruire, nel giocare.

E’ importante imparare a vincere ed a perdere con correttezza, anche nei giochi in palestra.

 

 

                                                            LE ATTIVITA’ DISCIPLINARI

 

                        STORIA – ANTROPOLOGIA

Primo ciclo:

Sia nelle attività del calendario/diario degli eventi più significativi della classe, sia nell’attività che riguarda la storia personale del bambino, evidenziare quegli aspetti dove maggiormente emerge la solidarietà, la collaborazione, la cura, la necessità delle regole.

Secondo ciclo:

La struttura delle società che nella preistoria e nella storia si sono succedute.

La struttura delle società paleolitiche e neolitiche oggi.

Evidenziare gli aspetti legati all’altruismo, alla solidarietà ed all’organizzazione sociale.

Evidenziare altresì gli aspetti di disuguaglianza ed emarginazione sociale.

Parità/disparità di genere, infanzia, anziani.

Confronto con l’oggi: i principi essenziali della nostra Costituzione.

 

                        GEOGRAFIA

Primo e secondo ciclo:

Osservando gli ambienti scolastici, sottolineare l’importanza degli spazi comuni (aula, bagni, palestra, mensa) e la necessità di curare e tenere in ordine sia le proprie cose che quelle comuni.

Secondo ciclo:

Il rispetto dell’ambiente nello spazio extrascolastico: problemi e iniziative. Conoscenza e tutela del patrimonio storico-artistico locale.

 

                              ITALIANO

 

-          CLASSE 1^  -  La messaggeria

 

                                 - narrazione, interazione sociale ed affettività

 

·         Gli elementi della comunicazione intersoggettiva: scrittura e lettura di messaggi tra i bambini nel contesto classe (“La posta del cuore”)

·         Il contesto

 

-          CLASSE 2^  -  Le relazioni e lo scambio in situazioni dialogiche e narrative

                                

                                 - narrazione e integrazione sociale  

 

- La lingua intesa come narrazione, azione sociale e forma di comunicazione dialogica  rivolta all’altro in contesti diversi

·         I dialoghi in famiglia ed in altri contesti

·         Gli elementi della comunicazione sociale e le corrette modalità che rendono possibile l’intersoggettività

 

 

  - CLASSE 3^  -  L’esplorazione di sé in prospettiva narrativa e descrittiva

 

                                 - Affettività - identità

 

·         L’autobiografia: ricostruzione delle varie fasi della vita del bambino attraverso le immagini e le interviste ai genitori, nonni, gli amici.

 

  -  CLASSE 4^  -  Dai comandi e divieti alle regole

 

                               -  legalità, affettività, cittadinanza (regolazione, informazione – narrazione)

                

·       La funzione dei comandi e dei divieti

·       La scoperta, insieme, della funzione sociale delle regole

 

-   CLASSE 5^  -  Enigma e mistero tra finzione e realtà

 

                            - affettività, cittadinanza, alterità (narrazione, informazione, argomentazione)

 

·         Gli elementi della comunicazione intersoggettiva e sociale

·         Le strategie di comunicazione del dibattito

·         Il processo giudiziario tra finzione e realtà

 

                    

                        SCIENZE

All’interno dei percorsi di biologia e fisico-chimica occorre evidenziare:

*        L’osservazione dell’ambiente per conoscere e apprezzare le diversità dei viventi e maturare un maggiore rispetto dell’ambiente stesso

*        Il rapporto esistente tra sé e l’ambiente al fine di assumere comportamenti e stili di vita adeguati

*        I bisogni naturali essenziali per conservare la vita e le conseguenze che su questi possono avere le attività dell’uomo 

 

 

                        CORPO, MOVIMENTO E SPORT

                        IN PALESTRA, IN GIARDINO, NELL’ACQUA

Il rispetto delle regole del gioco

Creazione di nuove regole nell’invenzione dei giochi; il ruolo del capitano di una squadra; il ruolo dell’arbitro (scambio di ruoli); “il terzo tempo”: “batti cinque” con l’avversario nella vittoria e   nella sconfitta

 

                        TRASVERSALITA’

- Aspetti metodologici e soluzioni organizzative

-          Creazione di ambienti d’apprendimento favorevoli alla costruzione di rapporti interpersonali positivi:

·         Racconto di esperienze per conoscere e conoscersi

·         Ascolto del parlato degli “altri”

·         Espressione del proprio punto di vista

·         Valorizzazione del confronto e della negoziazione dei significati

·         Accettazione del punto di vista dell’altro

·         Cooperazione tra pari

·         Cooperazione in coppia, in gruppo, con tutor e non

·         Condivisione di regole comuni

 

 

                        METODOLOGIA per la definizione complessiva del progetto.

 

o       Il progetto coinvolgerà tutte le componenti del servizio scolastico: docenti, alunni, genitori, collaboratori scolastici, dirigente scolastica. La maggiore novità sta nel fatto che “le azioni” non saranno semplicemente definite a priori e poi proposte, ma saranno elaborate insieme e ognuno sarà responsabile per la propria parte.  

o       La riuscita del progetto stesso dipenderà dalla “convinzione” che metteranno gli insegnanti nella realizzazione. A loro  spetta l’intera regia del progetto.

o       La definizione di “protocolli” per i comportamenti positivi da attuare dovrà essere il risultato dei percorsi attivati e rappresentare così una sorta di riflessione e di valutazione del lavoro svolto.

o       Il progetto ha carattere pluriennale e vedrà crescere, di anno in anno, la partecipazione delle varie componenti e la realizzazione dei percorsi

 

 

SONO PREVISTI, NELL'ANNO SCOLASTICO 2010-11, INCONTRI CON LA DOTT.SSA LAURA CAPPELLINI

E LA DOTT.SSA SILVIA ARRIGHI, CON LE INSEGNANTI DELLA SCUOLA DELL'INFANZIA.

I TEMI AFFRONTATI RIGUARDERANNO VARI ASPETTI EMOTIVO/RELAZIONALI NEL RAPPORTO COI BAMBINI.

 

ANCHE L'ATTIVITA' DEL LABORATORIO TEATRALE, CON GIALLOMARE MINIMAL TEATRO, SI ORGANIZZERA' INTORNO ALLE TEMATICHE DEL PROGETTO.

 

IL CONTRIBUTO DEL COMUNE DI VINCI E', COME SEMPRE, ESSENZIALE.

 

 

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