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                                              INTRODUZIONE

                                                           di Roberta Beneforti

 

 

Il mondo dell’istruzione sta vivendo una rivoluzione senza precedenti: le riforme proposte dal Ministro Berlinguer stanno per essere approvate dal Parlamento, si possono condividere o meno, ma di sicuro la struttura del nostro sistema scolastico subirà notevoli cambiamenti.

Ma affinché le riforme si riempiano di contenuti e si traducano in cambiamenti effettivi occorre che il personale della scuola si metta in discussione per assumere nuove identità e assolvere a nuovi compiti; la scuola dell’autonomia non si realizza senza figure professionali aggiornate e competenti.

Per rispondere a queste esigenze occorre, in primo luogo, adeguare il sistema di formazione e di aggiornamento degli insegnanti, investire su di loro ridefinendo la loro identità istituzionale, le competenze tecnico-professionali specifiche, recuperando la loro motivazione.

Il Contratto Collettivo del Comparto Scuola e quello Integrativo profilano importanti novità per la formazione di tutto il personale per il quale l’ Amministrazione ha il compito di costruire progressivamente un sistema di opportunità formative articolate su vari livelli e soprattutto di qualità. In questa sede ci interessano in modo particolare le novità che riguardano i docenti.

Il Cfi, Coordinamento della formazione degli insegnanti, che rappresenta una delle nuove strutture di servizi del Ministero, ha definito una serie di obiettivi e finalità, fissando linee guida concrete. Se un insegnante è tale quando possiede competenze disciplinari, capacità didattico-metodologiche e relazionali, allora la priorità nell’organizzare iniziative di formazione continua sarà data alla "qualità delle strategie di apprendimento degli alunni". Accanto a queste vi saranno poi attività per la riconversione professionale e per la costruzione di figure professionali specifiche a sostegno dell’innovazione e dell’autonomia scolastica.

Ogni scuola dovrà avere una propria strategia di medio termine e ogni anno definire il piano di aggiornamento in accordo con il Piano dell’Offerta Formativa, potenziando i processi di autoformazione, ma anche partecipando ai progetti di formazione locali, nazionali e di più ampio respiro, anche in rete con altre scuole. I centri di attività periferici (Provveditorati e Sovrintendenze Regionali) dovranno gestire interventi di supporto alla progettazione delle scuole, di consulenza e assistenza all’attività di ricerca didattica ed educativa, di coordinamento per integrare l’offerta formativa della scuola con quella degli altri Enti presenti sul territorio. I centri di attività nazionale dovranno gestire gli interventi di interesse generale legati soprattutto all’innovazione e al coordinamento complessivo delle attività.

L’Osservatorio di orientamento e monitoraggio, previsto dal nuovo contratto di lavoro, ha il compito, invece, di rilevare i bisogni formativi degli operatori e di certificare i crediti a seguito di valutazioni individuali dei risultati di corsi da "spendere" in ulteriori percorsi formativi.

L’aggiornamento, dunque, non è più un obbligo contrattuale ma diventa per gli insegnanti una opportunità per progettare il proprio futuro lavorativo, garantisce il diritto ad avere quello sviluppo professionale che rappresenta un processo normale nella carriera e non un aspetto eccezionale, consente di affrontare le sfide dell’autonomia.

Anche nel nostro Circolo abbiamo provato a progettare, già dallo scorso anno scolastico, occasioni di aggiornamento rispondenti a questa nuova logica e funzionali alla realizzazione delle attività previste nel POF.

L’esempio documentato nelle pagine seguenti riguarda il Laboratorio di storia, realizzato nella scuola elementare di Vinci per costruire un percorso di insegnamento/apprendimento capace di sviluppare negli alunni competenze e capacità di problematizzazione e di interpretazione della realtà, ragionando sui contenuti formativi delle discipline.

Il corso tenuto dall’insegnante del Circolo Sandra Chesi, che da tempo lavora nel CIDI di Firenze, si è sviluppato in dieci incontri di due ore ciascuno, da ottobre a gennaio; i primi tre di carattere teorico, i rimanenti sette di laboratorio.

Partendo dal curricolo di storia visto in un una prospettiva di formazione, le insegnanti dovevano costruire materiale didattico da sperimentare nelle classi insieme con i bambini; in particolare si è discusso dell’uso didattico del materiale iconico. Il tempo di riferimento, per questa prima fase, è stato il Medioevo.

I quattro gruppi di lavoro, formati ciascuno da quattro docenti, hanno sviluppato i seguenti settori:

AGRICOLTURA: DALLA SEMINA AL PANE

ALIMENTAZIONE

UTENSILI E TECNICHE DI LAVORO

        ABITAZIONI

Particolare cura è stata dedicata alla documentazione del percorso compiuto. Infatti il materiale prodotto, già in parte sperimentato in alcune classi con ottimi risultati, sarà a disposizione degli insegnanti del Circolo. Questa esperienza, che riguarda la didattica della storia, si affianca ad altre che stanno maturando nella nostra scuola rispetto ad altri ambiti disciplinari, ma sempre in un’ottica di formazione, seguendo la linea di sperimentazione dell’autonomia iniziata lo scorso anno scolastico.

E’ prevista, infine, la costruzione di un CD-ROM in modo da poter mettere in rete la nostra esperienza ed aprire quindi un confronto anche con gli altri Circoli.

Buon lavoro!

 

Vinci, 31-01-2000

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