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                                           Circolo Didattico di Vinci

                             Scuola elementare di Spicchio-Sovigliana

                                                                          Anno scolastico 1999-2000

 

                           GIOCHI NEL MONDO

 

                                        Laboratorio di Intercultura

 

                                                                   Sommario

 

                                                    Il progetto

                                          Presentazione del lavoro

                                                                                    I planisferi

                                                                    

                                                                      Giochi e tradizioni:

 

                       La campana       Il gioco dell’oca      Le lanterne

               Il drago      Il capodanno cinese       Il gioco del fazzoletto

                                     L’aquilone       Giochi vari

 

                                                 Bibliografia

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

                                                    IL PROGETTO

 

Premessa – Obiettivi – Contenuti – Motivazioni della scelta dei contenuti – Percorso didattico – Organizzazione del laboratorio – Rapporti col territorio – Modalità di verifica – Considerazioni conclusive – Verifica finale.

Insegnanti: Concetta Cecchi, Gabriella Falco.

 

                                                                  PREMESSA

Il Progetto nasce dalla considerazione che l’insegnamento della Lingua 2 ai bambini stranieri - pur importantissimo a livello relazionale - è insufficiente a garantire la piena integrazione del bambino straniero nella scuola.

Il bambino trascorre nell’ambito scolastico molto tempo a contatto con coetanei; deve potersi sentire fra pari in ogni situazione; avere le stesse opportunità di apprendimento, per non sentirsi isolato, diverso anche nelle offerte della scuola.

E’ per poter andare in questa direzione che il Progetto propone una composizione del gruppo di lavoro diversa rispetto a quella dei gruppi di alfabetizzazione: bambini stranieri e bambini italiani insieme per lavorare su un percorso comune che si costruisca a poco a poco con l’incontro, lo scambio, la condivisione delle esperienze diverse.

Tuttavia l’esperienza perderebbe gran parte della sua validità educativa qualora dovesse rimanere momento distaccato dal contesto formativo della scuola.

E’ importante invece che continui all’interno delle classi attraverso contenuti disciplinari opportunamente scelti che consentano realmente il coinvolgimento di tutti (si pensi ad esempio all’area antropologica).

                                                               OBIETTIVI

1) Fare in modo che la presenza dei bambini figli di immigrati sia veramente un momento di scambio e una ricchezza per tutti i bambini della scuola.

2) Fare in modo che per i bambini figli di immigrati i "tempi morti" delle attività scolastiche siano sempre meno e che essi si sentano coinvolti come protagonisti (non solo accolti e accettati) nel processo educativo.

             

                                                              CONTENUTI

IL GIOCO di BAMBINI: con giocattoli – senza giocattoli in: luoghi aperti, luoghi chiusi, casa, scuola, giardini pubblici.

IL GIOCO di ADULTI: in feste di paese, carnevale, festa di primavera ecc.

 

                                    MOTIVAZIONI DELLA SCELTA DEI CONTENUTI

1) Il gioco, con o senza giocattoli, è attività comune ai bambini di tutto il mondo; in quanto tale fa parte delle diverse culture.

Conoscere come giocano i bambini di varie parti del mondo significa entrare in contatto con un "pezzetto" della loro cultura; giocare può diventare momento di scambio e di arricchimento; scoprire che fra i giochi ce ne sono di simili può aiutare a intuire che nella diversità esiste anche qualcosa di comune.

 

2) Partire da un contenuto semplice quale il gioco per avviare un discorso complesso quale quello sull’intercultura significa rispettare il modo di apprendere dell’alunno (dal vicino al lontano, dal conosciuto all’ignoto) attraverso un percorso che sia al contempo coinvolgente e significativo per tutti.

 

A livello metodologico-didattico il gioco viene ad assumere la duplice valenza di contenuto (i giochi di varie parti del mondo) e di metodo (l’apprendimento di giochi attraverso il giocare).

 

                                                       PERCORSO DIDATTICO

Fase 1

a) Proposta di un gioco da parte dell’insegnante (ad esempio La campana, comune a più etnie).

b) Scoperta di analogie e diversità (fra il gioco presentato dall’insegnante e quello conosciuto dai bambini).

c) Apprendimento ( in alcuni casi solo per imitazione) del gioco nelle sue diversificazioni (documentazione fotografica delle fasi del gioco).

d) Rappresentazione schematica del gioco e delle sue regole (utilizzando le foto in successione).

e) Individuazione sulla carta geografica delle località in cui il gioco è praticato.

 

Fase 2

a) Proposte di giochi da parte dei bambini (che si saranno precedentemente documentati discutendo anche con i genitori per conoscere i loro giochi da bambini).

b) Ricerca di quelli conosciuti e non.

c) Apprendimento di giochi nuovi.

d) (come nella fase 1).

e) (come nella fase 1).

f) Comunicazione dei giochi appresi, ai compagni di classe.

Lo stesso percorso sarà seguito sia per i giochi di gruppo che per i giochi che prevedono la costruzione e l’utilizzo di giocattoli.

 

Fase 3

a) In occasione delle festività del Paese di accoglienza (Natale, Carnevale...) l’insegnante inviterà i bambini a domandare ai genitori quali sono le feste principali del loro Paese di origine.

b) Ricerca di giochi legati alle varie festività (rificolone, pentolacce...); individuazione di giochi di adulti e giochi di bambini ( tombola, carte...), individuazione dei luoghi dove si svolgono.

 

                                        ORGANIZZAZIONE DEL LABORATORIO

Periodo di realizzazione: 1° gruppo - novembre/gennaio, per complessive 16 ore, 2° gruppo - febbraio/aprile, per complessive 16 ore.

Orario: ogni mercoledì, dalle ore 10.20 alle ore 12.20. I gruppi funzioneranno contemporaneamente alle attività opzionali del Tempo Pieno.

Composizione dei gruppi: ciascuno sarà composto di 15-20 bambini (metà italiani, metà figli di immigrati), provenienti dalle varie classi del plesso.

Insegnanti coinvolte: n° 2, una dei Moduli ( in orario aggiuntivo) e una del Tempo Pieno. Entrambe lavoreranno in compresenza per avere la possibilità di dividersi in sottogruppi durante le fasi operative.

Costi: 32 ore di insegnamento aggiuntivo. 20 ore di preparazione materiale, documentazione dell’esperienza e preparazione di schede didattiche. £ 50.000 circa per sviluppo fotografie. £ 50.000 circa per acquisto materiale per la costruzione dei giochi.

 

                                                 RAPPORTI COL TERRITORIO

Biblioteca dei ragazzi di Spicchio-Sovigliana: metterà a disposizione libri, video-cassette, spazi.

Centro Bruno Ciari: offrirà consulenze in itinere.

 

 

                                                               VERIFICHE

Monitoraggio in itinere

a) Incontri con le insegnanti dei Laboratori di alfabetizzazione.

b) Incontri con le insegnanti del plesso.

c) Osservazione del grado di coinvolgimento dei bambini nel Laboratorio.

d) Osservazione del grado di diffusione dei giochi fra i bambini non partecipanti.

Produzione di materiale

a) Libro-documento a cura dei bambini del Laboratorio.

b) Schede didattico-operative curate dalle insegnanti.

Comunicazione del lavoro a docenti, genitori, operatori esterni.

 

                                                     CONSIDERAZIONI CONCLUSIVE

Il nostro progetto ha valore sperimentale per l’anno 1999-2000 per le seguenti considerazioni:

-Per organizzare il gruppo sono stati affrontati dei "costi" a livello di adattamento di orari di più insegnanti del plesso.

-Pensiamo che, nella progettazione di un lavoro che investa più classi di una struttura complessa, si debba tener conto anche dei disagi che si vengono a creare in termini di organizzazione delle discipline e di flessibilità degli orari. Abbiamo valutato anche questo tipo di "costi" ed abbiamo deciso di portare avanti ugualmente il Progetto perché ci sembrano importanti gli obiettivi assunti.

Se in sede di verifica valuteremo i disagi superiori ai risultati conseguiti, la sperimentazione non avrà seguito.

 

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                          PRESENTAZIONE DEL LAVORO

Questo lavoro costituisce la documentazione delle attività svolte dai due gruppi di bambini succedutisi nel Laboratorio.

I bambini hanno giocato per apprendere e per divertirsi.

Hanno progettato e costruito i vari giochi.

Hanno discusso per scoprire le differenze nei vari giochi e per collocarli, mediante un simbolo colorato, su due planisferi (uno eurocentrico, l’altro sinocentrico).

Hanno curato la documentazione per comunicare il lavoro ai compagni e ai genitori. Hanno costruito uno schedario per raccogliervi tutto il materiale prodotto: ogni scheda aveva il colore del gioco rappresentato sui planisferi.

L’esperienza ha subito coinvolto tutti, soprattutto nelle due fasi dell’apprendimento e della costruzione del gioco. Più difficile è stato il coinvolgimento dei bambini cinesi nella fase di riflessione, per la difficoltà di comunicare verbalmente. L’arrivo a gennaio di un bambino e una bambina cinesi con una sufficiente conoscenza della lingua italiana ha consentito di migliorare il lavoro anche dal punto di vista dello scambio di conoscenze.

Il Laboratorio di Intercultura, oltre a porsi finalità relative ai ragazzi, voleva essere un tentativo di stimolo nel plesso per la discussione di problematiche che vanno oltre la semplice accoglienza dei bambini stranieri. Per questo motivo, quando abbiamo addobbato la scuola in occasione del carnevale e del capodanno cinese con le lanterne che avevamo costruito, abbiamo affisso dei manifesti di spiegazione e di sollecitazione per i bambini che non partecipavano al laboratorio. In un tipo di manifesto si spiegava il significato delle lanterne e in quali posti del mondo vengono utilizzate come segno di festa, si invitavano i bambini a costruire altre lanterne con altri metodi per continuare il lavoro di abbellimento della scuola. Un altro tipo di manifesto riportava i due planisferi e si chiedeva ai bambini più grandi di provare a ritrovare su entrambi le località in cui si costruiscono le lanterne.

Nella seconda fase del lavoro i bambini hanno proposto spontaneamente molti piccoli giochi che riportiamo sotto il nome di giochi vari.

 

 

                               

 

Abbiamo osservato spesso i bambini durante le ricreazioni in momenti in cui sono lasciati liberi di giocare in maniera autonoma: i bambini cinesi hanno insegnato ai compagni tanti giochi ritmati da filastrocche, che purtroppo non siamo riuscite a documentare.

Dopo questo lavoro siamo più che mai convinte che la conoscenza e l’accettazione dell’altro passi anche dal gioco e dal rispetto delle sue regole.

 

                            

 

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                                                  I PLANISFERI

 

                  

 

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                                                   LA CAMPANA

 

Questo gioco è indicato nei PLANISFERI con il colore celeste

Notizie raccolte

Il gioco è conosciuto dai bambini russi, scandinavi, cinesi, albanesi, marocchini, italiani, francesi,…

E’ chiamato:

mondo o campana in Italia          hopscoth in Inghilterra

marelles in Francia                      tempelhüpfen in Germania

ekaria dukaria in India                gioco della tegola in Perù

gwain (pietra piatta) in Nepal.

Alcuni genitori ci hanno detto che da piccoli chiamavano questo gioco zoppettino, tornachetto, campanona, piastrella, piaccella.

 

La grande maggioranza dei bambini conosceva il gioco:

Andrea –Io l’ho imparato al Trovamici. Si gioca fuori.

Daniele – A me l’ha insegnato la mia mamma. Lo faccio sempre sulla mia terrazza che è grande.

Francesca – Io vedo giocare i bambini sulle strade, sui marciapiedi. Io ci gioco poche volte perché devo fare tante cose.

 

Come si gioca

Occorrente: un sasso piatto, un gesso per disegnare lo schema

Regole del gioco:

Si tira il sasso nelle caselle (dalla prima all’ultima)

Si salta (nel primo schema sempre con un piede solo, nel secondo alternativamente con uno e due piedi), dopo essersi messi d’accordo se il sasso debba essere pestato o no, percorrendo lo schema all’andata e al ritorno senza pestare le righe. Alla fine del percorso di andata, nel primo schema, ci si riposa, nel secondo no: ci si gira e si riparte.

- Se si sbaglia si passa il turno. Si riprende da dove eravamo rimasti quando toccherà a noi di nuovo.

- Completato il percorso col sasso ( in andata e in ritorno) si ricomincia il percorso con alcune varianti: tenere la pietra in equilibrio sulla mano, sul piede, sulla testa.

- Terminate tutte le varianti si "compra" una casella e il proprietario decide se far appoggiare il piede agli altri concorrenti oppure no.

- Quando si decide di sospendere vince chi ha più "case" o è più avanti nel gioco.

 

Alcuni bambini ci hanno insegnato altri due schemi (uno è italiano, l’altro cinese)

Le regole del gioco sono le stesse con la variante in quello cinese che non si esce mai dal gioco per riposarsi e si deve saltare la casella nella quale si trova il sasso.

 

Il momento del gioco

 

                          

 

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                                            IL GIOCO DELL’OCA

 

Questo gioco è indicato nei PLANISFERI con il colore rosso.

 

Notizie raccolte

Il gioco è conosciuto in Inghilterra e in India come ‘gioco della scala e del serpente’, in Italia e in Cina come ‘gioco dell’oca’.

Il primo gioco è stato proposto dalle insegnanti; il secondo, per la sua somiglianza col gioco della scala e del serpente, è stato sollecitato dai bambini.

 

Schemi e varianti del gioco

IL GIOCO DELLA SCALA E DEL SERPENTE

 

                                   

 

Come si gioca

Materiale occorrente: Procurarsi il tabellone. Procurarsi due dadi e tanti segnaposto quanti sono i giocatori.

Regole:

- Si tirano i dadi a turno

- La scala fa salire

- Il serpente mangia il segnaposto e lo rimanda alla casella della coda.

 

IL GIOCO DELL’OCA

 

Come si gioca

Materiale occorrente: Vedi gioco precedente

Regole:

- L’oca fa andare avanti con un punteggio raddoppiato

- Se si capita nella casella dove è disegnato il pozzo o la prigione si sta fermi un giro

oppure si torna alla partenza.

Alcuni bambini cinesi hanno disegnato il loro gioco dell’oca.

 

       

Si gioca come il precedente, più queste varianti: in alcune caselle c’è l’indicazione di voltare alcune cartine precedentemente preparate e sistemate coperte sullo schema di gioco ( negli spazi esterni al percorso). Le cartine danno indicazioni di movimento o di sosta. In altre caselle ci sono frecce che mandano avanti o indietro rapidamente.

I bambini hanno quindi inventato e costruito il gioco del ‘serpentoca’, riunendo schemi e regole dei due giochi precedenti.

 

IL GIOCO DEL SERPENTOCA

 

Come lo abbiamo costruito

E’ composto da 20 cartelle di cartoncino, grandi come un foglio di quadernone e tenute insieme da fettuccia (che ci permette di ripiegare il gioco). I serpenti e le scale si attaccano e si staccano dal gioco mediante velcro.

Come si gioca

Materiale occorrente: Vedi gioco precedente

Regole:

- Le oche che volano fanno andare avanti col punteggio raddoppiato del dado

- Le oche che beccano fanno stare fermi un giro

- Il pozzo fa stare fermi finché un altro giocatore ci casca

- Con la casella dadi si tira un’altra volta

- L’oca arrosto fa tornare all’arrivo

- Il serpente mangia la pedina e la porta alla casella della coda

- La scala fa salire fino alla sua cima.

 

Il momento del gioco

 

                 

 

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                                             LE LANTERNE

 

 

Nei PLANISFERI, con il colore verde, sono indicati i Paesi in cui si usano le lanterne durante le feste.

Notizie raccolte

Le lanterne sono un segno di festa in tante parti del mondo.

· A Firenze, il 7 settembre - al tempo dei nonni - era la festa della "rificolona". I bambini si costruivano la propria lanterna (rificolona) con la carta colorata e una candela, poi sfilavano per le strade.Alcuni genitori ci hanno raccontato che durante la sfilata veniva cantata una filastrocca:

 Ona ona ona

ma che bella rificolona

la mia l’è coi fiocchi

la tua l’è coi pidocchi.

· In Cina tra settembre e ottobre c’è la festa della luna. I bambini costruiscono con la carta colorata delle lanterne a forma di pesce o farfalla o drago, con una candela accesa dentro, poi sfilano per le strade.

· Nei paesi arabi le lanterne si chiamano ‘fanus’ e vengono costruite in occasione del Ramadan. Al tempo dei nonni venivano portate in giro per le strade, per tutti e trenta i giorni del digiuno.

· Nelle Filippine le lanterne si chiamano ‘bitu-in’ e vengono appese alle porte di casa per aspettare il Natale.

 

         Costruiamo le lanterne

Dopo le notizie apprese, abbiamo pensato di costruire anche noi le lanterne usando materiale riciclabile: scatole di panettoni e pandori, carta colorata, grucce di ferro, bottiglie e tappi,…

Con queste lanterne abbiamo addobbato la scuola in occasione del capodanno cinese e del carnevale italiano.

 

                                    

 

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                                                         IL DRAGO

 

Abbiamo costruito due draghi.

1° drago

Materiale occorrente:

- Cartoncino bianco

- Pennarelli

- Colla

- Strisce di pelle

- Legnetti della stessa misura

 

Costruzione:

- Abbiamo tagliato tanti cerchi di cartoncino bianco, della grandezza di un piatto, e li abbiamo colorati con i pennarelli secondo la nostra fantasia.

- Abbiamo fermato con il nastro adesivo un bastoncino in mezzo a due cerchi. Abbiamo unito i due cerchi con la spillatrice, sovrapponendoli.

- Abbiamo unito ogni coppia di cerchi ad altre coppie con strisce di pelle.

- Abbiamo dato alla prima coppia le sembianze di una testa; all’ultima abbiamo attaccato dei pennacchi stile coda.

Finalmente il drago è pronto per essere portato in giro.

 

       

 

 

2° drago

Materiale occorrente:

- Una grossa scatola

- Sacchetti dell’immondizia neri e grandi

 

Costruzione:

- Abbiamo tagliato la scatola a forma di grossa testa.

- Abbiamo messo insieme con il nastro adesivo tanti sacchetti della spazzatura precedentemente aperti.

- Abbiamo abbellito i sacchetti con carta colorata, poi abbiamo unito alla testa la lunga coda così ottenuta.

Finalmente il drago si può muovere: i bambini in fila indiana lo ‘indossano’.

 

                   

 

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                                   IL CAPODANNO CINESE

 

Notizie raccolte

Per il capodanno cinese (Chujie) che è una festa mobile e cade fra il 21 gennaio e il 20 febbraio (questo anno è stato il 5 febbraio), i cinesi si riuniscono in famiglia per ringraziare gli antenati per le cose belle accadute durante l’anno trascorso. A mezzanotte, dopo aver mangiato, si allontanano gli spiriti maligni con lo scoppio di petardi e fuochi d’artificio.

Un’altra cerimonia tradizionale è il corteo col drago, simbolo di longevità e prosperità, di pioggia. I draghi vengono costruiti con legno, seta, carta; sono lunghi 36-46 metri e vengono portati per le strade da 30-40 uomini.

Anche noi, l’ultimo giorno di carnevale, quando abbiamo fatto la festa a scuola, abbiamo fatto sfilare i nostri draghi per augurare felicità a tutti.

 

                 

 

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                                      IL GIOCO DEL FAZZOLETTO

 

Questo gioco e indicato nei PLANISFERI con il colore blu

Notizie raccolte:

Il gioco è conosciuto con nomi diversi e con piccole varianti in tanti Paesi.

E’ chiamato:

1) gioco del fazzoletto in Bolivia         2) lo sculaccione in Italia

3) il gioco del corri in Birmania          4) l’uovo marcio in Zimbabwe

 

Come si gioca

Occorrente

- Tanti bambini

- Un fazzoletto

Regole dei giochi

Ci si mette a sedere sulla croce divisi in 4 squadre. Un bambino (che è in piedi) mette il fazzoletto dietro all’ultimo bambino di una squadra. Tutti i bambini di quella squadra si alzano e rincorrono chi ha messo il fazzoletto. Quest’ultimo per salvarsi deve sedersi in un posto rimasto libero, dopo anche gli altri bambini cercano di sedersi, chi rimane in piedi darà di nuovo il fazzoletto.

 

                   

 

2)

- I bambini devono formare un cerchio, ma uno rimane fuori

- Il bambino rimasto fuori gira intorno al cerchio e tira uno sculaccione ad un compagno.

- I due bambini girano in senso opposto cercando di occupare lo spazio libero.

- Chi non riesce a recuperare il suo posto rimane fuori dal cerchio a dare lo sculaccione.

 

                    

 

 

3)

- Si traccia una riga orizzontale per terra

- I bambini si siedono lungo la linea, uno rimane in piedi dietro gli altri.

- Il bambino in piedi mette il fazzoletto dietro ad un altro bambino.

- Chi riceve il fazzoletto scatta in piedi e cerca di scappare, ma i compagni che ha di fianco, senza alzarsi, devono cercare di impedirglielo.

- Se viene preso è eliminato, se non viene preso darà lui il fazzoletto.

 

                        

 

4)

- I bambini si mettono seduti in cerchio.

- Un bambino, rimasto fuori del cerchio, lascia dietro uno dei compagni seduti il fazzoletto.

- I due bambini cominciano a correre in senso opposto per occupare il posto rimasto libero.

- Chi resta fuori continua a dare il fazzoletto.

- Se il bambino che ha dietro il fazzoletto non se ne accorge per tutto un giro, diventa ‘uovo marcio’, si siede nel mezzo del cerchio e non gioca più.

 

              

 

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                                                 L’AQUILONE

 

 

Questo gioco è indicato nei PLANISFERI con il colore rosa.

Notizie raccolte

E’ un gioco molto praticato a primavera in Cina, dove viene costruito in forme varie, fra cui quella a farfalla.

Anche qui da noi, a San Miniato, si festeggia l’arrivo della primavera col volo degli aquiloni.

 

Come lo abbiamo costruito

Abbiamo costruito gli aquiloni seguendo le indicazioni che ci ha mandato un babbo, il quale da bambino ha giocato molto con gli aquiloni costruendoli da solo.

 

Materiale occorrente:

- Carta di vario tipo (di giornale, dell’uovo di Pasqua, velina,…), possibilmente leggera

- Canne

- Spago

- Colla (vinavil), coltello, forbici

 

Regole:

- Dividere a metà una canna e intaccare al centro le due metà, poi unirle a croce.

- Intaccare le quattro estremità e unirle con lo spago, ottenendo un telaio a forma di rombo.

- Incollare sulla intelaiatura la carta.

- Fare una coda lunga, a fantasia (a fiocchi o anelli di carta velina,…)

L’aquilone è pronto per volare in una giornata di vento.

 

                     

 

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                                           GIOCHI VARI

 

I bambini hanno proposto spontaneamente i giochi riportati di seguito.

Gioco del ci ì (gioco cinese simile alla dama)

Come si gioca

Occorrente

- Due giocatori

- Tredici sassi ogni giocatore (12 piccoli e 1 grande che è il re)

Regole

- Costruire una scacchiera con 25 quadrati

- Sistemare i sassi sui 12 vertici dei quadrati della prima fila, il re nel centro delle diagonali; l’altro giocatore farà lo stesso dalla parte opposta

- I sassi si muovono uno alla volta sul lato del quadrato, ma mangiano la pedina che si trova sulla diagonale.

- Vince chi mangia il re avversario o raggiunge il posto del re.

 

   

 X

   
         
         
         
     X    

 

 

Gioco del jan zi (gioco cinese)

Come si gioca

Occorrente

- Uno o più bambini

- Carta

- Un sasso

Regole del gioco

- Costruire il volano mettendo un sasso dentro una carta (si può fare con qualunque

altra cosa).

- Il gioco consiste nel colpire il volano con alcune parti del corpo: piedi, cosce, spalle, testa (mai con le mani) e non farlo cadere.

- Si può giocare da soli o in più bambini.

 

Il gioco dei sassi (il gioco è conosciuto in Camerun, in Cina, in Italia)

Come si gioca

Occorrente

- Tanti bambini

- Cinque sassi

Regole del gioco

- I bambini si dispongono in cerchio

- Un bambino prende i sassi i li allinea davanti a sé

- Prende un sasso e lo lancia in aria, prima che il sasso ricada cerca di prendere gli altri.

- Vince chi riesce a prendere in mano tutti i sassi.

 

Un gioco sulla mano (gioco marocchino, simile al gioco italiano ‘mano piazza’).

Un adulto prende la mano di un bambino e piegando dolcemente un dito alla volta recita la filastrocca:

( sul mignolo) Questo è andato a comprare un uovo.

(sull’anulare) Questo l’ha sbucciato e messo a cuocere.

(sul medio) Questo l’ha rubato.

(sull’indice) Questo gli ha detto ‘dov’è l’uovo?’

(sul pollice) ‘L’ha rubato il gatto. Vai a cercarlo’.

‘Si va a cercarlo?’ Se il bambino risponde sì, si sale sul braccio, "camminando" con due dita, e si fa il solletico sotto l’ascella.

 

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                                                   BIBLIOGRAFIA

 

 

         1. AA.VV., Bambini nel mondo: Asia, E.M.I.

         2. Sigrid Loos, Il giro del mondo in 101 giochi, E.G.A.

         3. G. Favaro, Amici venuti da lontano, Nicola Milano

 

 

                                                                                                                                      Torna su